Villa Adriana, «sogno» dell'imperatore Non poteva che essere la celebre Villa tiburtina straordinario complesso archeologico, sogno estetizzante dell'imperatore che volle costruire per sé questa maestosa residenza ispirandosi al luogo che più lo aveva affascinato durante i suo viaggi a ospitare la mostra «Adriano e la Grecia» (sottotitolo Villa Adriana tra classicità ed ellenismo ), aperta al pubblico da oggi al 2 novembre prossimo nelle stanze dell'Antiquarium del Canopo, a Tivoli. Una rassegna curata da Elena Calandra e Benedetta Adembri, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e ispirata dalla coincidenza con la doppia presidenza europea: della Grecia nel primo semestre 2014, dell'Italia nel secondo semestre. Ma al di là dello spunto per così dire ufficiale, si tratta di una buona occasione per ammirare prestiti eccezionali di esemplari archeologici mai visti prima al di fuori dei confini della stessa Grecia, concessi dai vari musei ellenici e grazie alla collaborazione con il locale Ministero della Cultura. La mostra mette in luce proprio il rapporto tra Adriano e la Grecia, letto sotto la particolare angolazione della Villa, luogo che idealmente rispecchia l'Ellade come la vide, l'amò e la conobbe l'imperatore. Un «gioco» di specchi dunque, piuttosto erudito e raffinato, fra le testimonianze presenti nel Paese e le rielaborazioni che Adriano propose nella sua celebre residenza. Circa cinquanta le opere esposte, di cui ventidue provenienti da Loukou, Maratona, Pireo, Corinto e dal Museo archeologico nazionale di Atene, che tra le altre opere ha prestato anche lo splendido Busto di Antinoo in marmo pentelico proveniente da Patrasso, realizzato intorno al 130-140 dopo Cristo e raffigurante il giovinetto tanto amato dall'imperatore. Ma l'effige del giovane si riconosce anche nel gorgoneion della lorica nel ritratto di Adriano, da Loukou, un'opera di monumentale bellezza proveniente dalla villa di Erode Attico, anche questa risalente a dopo il 130, anno della morte di Antinoo. Tra le rappresentazioni dell'imperatore, da segnalare inoltre il sorprendente ritratto frammentario da Atene, finalmente portato alla ribalta e divenuto icona della mostra: di altissima qualità, esso restituisce un'espressione distesa e sorridente di Adriano, lontana dalla tensione del condottiero, quest'ultimo invece raffigurato dalla testa colossale con corona civica, sempre da Atene. Nel percorso espositivo viene infine ricordata anche l'influenza culturale di Erode Attico, ricchissimo proprietario terriero e retore, vissuto tra Grecia e Roma, che promosse programmi edilizi e culturali di caratura imperiale. Le sue ville, di cui in mostra si ricordano quelle di Maratona e di Loukou, accoglievano immagini di Adriano e di Antinoo insieme a immagini sue e dei suoi allievi in Grecia. Ville che in certa misura presentano forti parallelismi con Villa Adriana.