In settimana il via libera dalle Belle arti. Lavori in ritardo Più boschetto, meno campagna in piazza Duomo. Meglio una sobria «quinta» di alberi della sequenza di campi coltivati a rotazione. Il progetto dell'orto nel centro di Milano è stato rivisto e corretto nella triangolazione tra Comune, Soprintendenza e Comitato dei saggi. Il garante dei Beni paesaggistici e monumentali, Alberto Artioli, ha chiesto e ottenuto una serie di aggiustamenti allo schema madre uscito dal concorso d'idee organizzato da Palazzo Marino e presentato a fine dicembre. Primo: bisogna valorizzare l'aspetto arboreo, quasi scenografico, rendere «compatibili» gli innesti nel paesaggio della piazza e semplificare il mosaico di vasche per cereali e piante officinali. Due: attenzione ai materiali (il metallo dev'essere pregiato), siamo nel cuore urbanistico e identitario di Milano. E tre: sia chiaro che il progetto dell'orto è temporaneo, piazza Duomo è in prestito per Expo, dopodiché bisognerà ridiscutere filosofia e prospettiva dell'operazione green . Il cantiere in piazza Duomo dovrebbe già essere operativo da tre settimane. Non s'è mossa una pietra e non stata ancora sollevata una zolla di terra nell'aiuola fiorita tra il parcheggio dei taxi e la statua del Re a cavallo. La ragione del rinvio è tecnico-autorizzativa. La bozza del progetto per l'orto era stata inizialmente approvata dalla Soprintendenza, ma nell'ultimo i funzionari del ministero hanno sottoposto al Comune un lungo elenco di modifiche e integrazioni. «I colloqui sono stati serrati e costruttivi dicono dall'assessorato al Verde . La fase di elaborazione è conclusa». Il dossier è appena tornato sul tavolo del soprintendente Artioli. Il parere favorevole dovrebbe uscire a giorni dall'ufficio di piazzetta Reale. L'agricoltura limitata al centro, i due boschetti ai lati. Il restyling dell'aiuola per piazza Duomo è stato esaminato, oltre che dalla Soprintendenza, da una commissione con agronomi e paesaggisti: «È un progetto in piena sintonia con Expo aveva premesso il Comune sia nella scelta delle piante presenti, sia nello spirito della cura del verde: non più solo ornamentale ma legato alla storia del territorio». I cantieri dovrebbero aprire tra una decina di giorni, al termine della mostra del nuovo del treno del metrò Atm.