La famiglia Grossi, proprietaria anche dalla Rea, l'inceneritore di Dalmine, sta proseguendo nel restauro del Palazzo Visconti di Brignano. E ha pronto un progetto per trasformare in hotel di lusso l'ala ovest in vista dell'Expo. Non una struttura di dimensioni eccezionali, ma di sicuro un hotel di qualità, che punta alle cinque stelle. È questo il progetto della famiglia Grossi, proprietaria della Rea spa, la società dell'inceneritore di Dalmine che nel 2007 ha acquistato all'asta giudiziaria del fallimento Cirio il palazzo Visconti di Brignano Gera d'Adda, per 11 milioni di euro. Oggi il valore della struttura è già lievitato rispetto ad allora, perché da circa due anni e mezzo sono in corso una serie di interventi di recupero all'interno della dimora storica: forse anche per questo nelle ultime settimane è circolata la voce di una possibile vendita a una società proprietaria di hotel di lusso a Roma e Venezia. Ma dalla Rea, ieri, è arrivata una secca smentita: «Se ne sentono tante, il Palazzo non è stato venduto». Nessun ulteriore dettaglio su quel pettegolezzo, ma intanto ci sono dei punti fermi: la famiglia Grossi è pronta a presentare un progetto per trasformare in hotel l'ala ovest di palazzo Visconti, includendo nel disegno complessivo almeno un paio di corti storiche, acquisite da altri privati del paese. Il progetto sarà certamente da sottoporre alla Sovrintendenza ai Beni architettonici, che valuterà anche il modo in cui il Comune si esprimerà sull'ulteriore richiesta della proprietà, ovvero la trasformazione della destinazione d'uso di una parte del palazzo: oggi è museale, ma dovrebbe essere convertita in ricettiva. L'obiettivo, che può apparire ambizioso, è aprire il nuovo albergo entro un anno, prima dell'inaugurazione dell'Expo. Non si tratta, in realtà, di un traguardo impossibile: la Rea ha infatti ripristinato, o in alcuni casi portato a termine, una serie di lavori che già la Cirio aveva in parte eseguito e poi interrotto nella seconda metà degli anni '90. Il palazzo di Bernardino Visconti (il personaggio nato a Brignano nel 1579 a cui è certamente ispirata la figura manzoniana dell'Innominato) è quindi pronto al futuro, anche grazie alla guida di un professionista che conosce bene tutta la dimora: è l'architetto Cristiano Fabris di Venezia, che già nel 1995 era stato ingaggiato da Sergio Cragnotti. Gli attuali proprietari, al momento, preferiscono non esprimersi. Ma è una questione di settimane, prima che un vero progetto arrivi in Comune. L'obiettivo è anche cavalcare la Brebemi, che aprirà a luglio e potrà offrire una nuova vetrina sia al palazzo di Brignano, a soli tre chilometri dal casello di Vidalengo, sia al castello (visconteo anche quello),della vicina Pagazzano.