Un'ala della villa vicino a Lanuvio, sull'Appia, era stata trasformata in un museo abusivo. Una mostra permanente di reperti archeologici messi insieme da quattro tombaroli che sono stati denunciati dalla Guardia di finanza. Si tratta di pezzi risalenti all'età romana, imperiale e tardo repubblicana che i finanzieri hanno scoperto indagando su un collezionista d'arte che aveva rapporti con i quattro indagati. Nella sua lussuosa abitazione gli investigatori delle Fiamme gialle hanno trovato di tutto, comprese alcune colonne in peperino, rigate e lisce, numerosi frammenti di lastre funerarie con iscrizioni, elementi marmorei decorati e altri frammenti di mosaico, vasi in terracotta e in ceramica in vernice nera. Questi ultimi sono considerati dagli esperti «di notevole varietà tipologica e dalla raffinata decorazione a rilievo». Insomma un vero e proprio tesoro dall'antichità ai giorni nostri. Che il collezionista esponeva in modo ordinato, in bacheche di vetro dove erano stati sistemati i pezzi di maggior pregio. Per venderli ad altri mercanti d'arte? È una delle ipotesi investigative. Il resto dei reperti erano stati invece utilizzati per arredare la villa: vasi di terracotta, fregi ornamentali, perfino un bassorilievo con una scena di caccia. C'erano poi piccole statue, frammenti di pittura murale e monete di età romana. Il valore del museo abusivo si aggira su alcune centinaia di migliaia di euro, ma ci sono dei reperti che vengono considerati senza prezzo. La scoperta fatta dai finanzieri non è l'unica nella zona di Lanuvio e Velletri, visto che già nei mesi scorsi gli investigatori hanno concentrato la loro attenzione proprio su questa parte di campagna - fino a Nemi - particolarmente ricca di scavi archeologici e per questo motivo anche spesso nel mirino dei tombaroli. Alle indagini hanno partecipato gli specialisti della soprintendenza ai beni archeologici del Lazio. Saranno loro a occuparsi della distribuzione dei reperti recuperati nel musei di Albano Laziale e di Nemi.
Lanuvio. La villa era un museo illegale: colonne, lastre funerarie, vasi
Un'ala della villa vicino a Lanuvio, sull'Appia, è stata trasformata in un museo abusivo. I reperti archeologici, provenienti dall'età romana, imperiale e tardo repubblicana, sono stati scoperti dalla Guardia di finanza indagando su un collezionista d'arte. I reperti includono colonne, lastre funerarie, mosaici, vasi e monete. Il valore del museo abusivo si aggira su centinaia di migliaia di euro. Gli specialisti della soprintendenza ai beni archeologici del Lazio hanno partecipato alle indagini e saranno responsabili della distribuzione dei reperti nei musei di Albano Laziale e di Nemi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo