Il progetto di rilancio per i porti di Claudio e Traiano, finestra della Roma Imperiale sul Mediterraneo. «Luogo unico al mondo che i visitatori trovano sbarrato» Un palazzo imperiale maestoso alto tre piani, un mini-colosseo, centinaia di approdi per le navi di mezzo mondo, un bacino esagonale grande come un lago: i porti di Claudio e Traiano a Fiumicino erano la finestra della Roma Imperiale sul Mediterraneo. Un patrimonio storico e naturalistico inestimabile, ma sconosciuto ai più, quasi inaccessibile, con visite al contagocce e una manciata di appassionati archeologi a fargli da custodi. È questo l'amaro ritratto di quella che gli studiosi hanno ribattezzato città di «Portus», area archeologica sulla via Portuense. Una risorsa sprecata, una situazione a cui oggi il Comune di Fiumicino e la Sovrintendenza per i Beni Archeologici di Roma, vorrebbero rimediare attraverso un progetto di valorizzazione dell'area. Il porto degli imperatori Situata a ridosso dell'aeroporto di Fiumicino e a pochi chilometri dall'altro gioiello del litorale, Ostia Antica, Portus è diventata negli anni la meta di studiosi da mezza Europa, un centro internazionale di ricerca con gruppi di lavoro-scavo da Inghilterra, Francia e Spagna. Ettari di rigoglioso verde, mescolati ai resti dei magazzini e degli approdi su cui sbarcavano, 2mila anni fa, navi da terre lontane per portare merci a quella che all'epoca era una megalopoli: la Roma Imperiale. Aree in parte private (dei nobili Sforza-Cesarini) e in parte pubbliche ma aperte solo su prenotazione. «Abbiamo iniziato un percorso di collaborazione con la Sovrintendenza che entro l'estate speriamo possa concludersi con l'aumento delle visite all'interno dei Porti assicura Esterino Montino, sindaco di Fiumicino durante il tour di promozione svoltosi nell'area Questo è un luogo straordinario, non ne esiste un altro simile al mondo, può e deve essere visto da tutti, deve essere inserito nelle attrazioni culturali della Capitale. Vogliamo creare altre giornate di promozione di questo sito in estate». L'Archeo-bus Sfruttando la vicinanza con l'aeroporto internazionale, il sindaco Montino punta anche su un altro progetto: il cosiddetto Archeo-bus. «Si tratta di un bus che dallo scalo porti i turisti sia ai Porti che gli scavi di Ostia Antica e viceversa. - Stiamo già ragionando con Aeroporti di Roma e Cotral per organizzare i tour entro l'estate». L'idea è anche quella di un desk informativo del Comune di Fiumicino posizionato agli arrivi internazionali del Da Vinci, per promuovere il territorio e i tesori archeologici che ospita. Un circuito turistico che colleghi le incredibili, dimenticate, bellezze del litorale, come da sempre auspicano archeologi e studiosi. Il problema sono le risorse. Cultura a secco «Per aprire i siti ci vuole il personale e negli ultimi anni invece abbiamo subìto solo tagli sottolinea la Soprintendente per i Beni Archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera Dal 2010 registriamo il 50 di risorse in meno. In questa vasta area, abbiamo solo due custodi e una trentina di addetti. Il nostro impegno, come quello preso dall'amministrazione comunale di Fiumicino, è quello di trovare nuove strategie e modalità per rendere visibili e accessibili queste incredibili scoperte a tutti. L'idea di una collaborazione con le realtà del territorio, associazioni e volontari, può essere la soluzione». La storia sul tablet Le meraviglie del porto degli imperatori stanno anche per sbarcare su internet, con il web-site che Soprintendenza, University of Southampton e British School at Rome stanno completando e che permetterà una visita virtuale del sito, persino scaricabile su i-phone e smart-phone. Sono proprio gli archeo-reperti on-line che arriveranno in tutto il mondo attraverso il web, ad essere oggi ancora oggetto di scavo nella zona del Palazzo Imperiale, l'ultima scoperta effettuata nell'area. «Era mastodontico, potremo scavare ancora per anni, spiega l'archeologo Renato Sebastiani, direttore dei lavori vista la ricchezza dei marmi e dei mosaici ritrovati, poteva essere il luogo dove i dignitari soggiornavano una volta sbarcati nel porto». Tesori dimenticati Con le poche risorse delle Sovrintendenze, anche gli altri tesori del litorale, per ora restano a portata di mano solo per puri appassionati. La Necropoli di Porto di Isola Sacra, un complesso archeologico unico con oltre 200 tombe straordinariamente conservate su via della Scafa, era aperto solo su prenotazione e in date a singhiozzo: oggi può essere visitato una volta a settimana. Bisognerà attendere almeno due anni, secondo la dottoressa Barbera, per rivedere le meraviglie del Museo delle Navi su via dell'Aeroporto: chiuso da 12 anni per carenza di fondi, dovrà aspettare ancora il progetto anti-sismico e il restauro delle sue incredibili navi romane. Al suo interno potrebbero finire le due imbarcazioni scoperte di recente ai bordi di via della Scafa e a oggi sommerse dall'acqua che le custodirà fino all'atteso utilizzo.