LE PROPOSTE di conservare Pompei sotto una grande coperta tecnologica, come per congelare i cibi, mi fa pensare alla fantascientifica scomparsa del mondo, di quel mondo millenario in cui si è espletata la nostra cultura urbana mediterranea. Quando Pompei fu scoperta divenne meta di architetti europei che andavano a impregnarsi della sua incancellabile verità, protetta dalle ceneri del Vesuvio. A molti può sembrare incredibile, ma anche il più antistorico degli architetti moderni, Le Corbusier, accolse la lezione del rapporto spazio-luce-paesaggio, dopo avere peregrinato per i centri della cultura mediterranea. Ai piedi del Vesuvio e nel silenzio degli scavi di Pompei, tra i resti delle case a cielo aperto, si rivelò al giovane Le Corbusier, 191011, la sostanza dell'architettura da tramandare alla vicenda moderna. Vero è che gli architetti "moderni" ingaggiarono una battaglia contro gli stili storici accademici, ma tale antistoricità è da considerarsi solo strumentale contro le resistenze all'innovazione, indotta dai nuovi materiali, cemento, vetro e acciaio. Infatti, l'opera di Le Corbusier non fu un atto creativo dal nulla, ma una complessa elaborazione attraverso la metamorfosi della materia storica. Per tale processo creativo, i resti archeologici furono come il dna degli esseri umani, trasferito dai possenti muri dell'architettura romana, dalle colonne dell'architettura greca, dalle modulazioni di luce delle moschee colorate. Insomma le forme della storia, depurate dai miasmi della vita quotidiana, furono tradotte nei nuovi materiali, divenendo le forme dell'abitare contemporaneo. La coperta tecnologica sopra Pompei ha, dunque, un significato sinistro per la cultura urbana, nel senso che non abbiamo più bisogno di nutrirci della sua lezione per la costruzione delle città da abitare. Vogliono ibernarla, isolandola dal suo contesto naturale, dal gigante Vesevus che, con la lava infuocata, ha trasmesso la Pompei di Plinio il Vecchio, com'era, mettendoci in rete con la storia millenaria in tempo reale, con un clic al di là del tempo e dello spazio. Un network fantastico che potrebbe essere distrutto dalla big bubble high tech, gonfia della "ubris" di sostituirsi alla coltre del Vesuvio!
POMPEI - COPERTA TECNOLOGICA
Un articolo di giornale discute sulla proposta di conservare Pompei sotto una coperta tecnologica, simile a quella utilizzata per congelare i cibi. L'autore riferisce che questo progetto potrebbe essere un tentativo di "ibernare" la cultura urbana di Pompei, isolandola dal suo contesto naturale e dalla storia millenaria. L'autore cita l'esempio di Le Corbusier, che visitò Pompei e fu influenzato dalla sua architettura. L'autore sostiene che l'opera di Le Corbusier non fu un atto creativo dal nulla, ma una complessa elaborazione attraverso la metamorfosi della materia storica.
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