Sono la riqualificazione e il recupero dell'esistente le parole d'ordine della rivoluzione innescata dai fondi Poin, dietro le quinte la regia della direzione per i Beni culturali della Puglia attraverso la concertazione con la Regione. Ci sono le risorse e c'è una data: entro il 30 dicembre 2015 il sistema dei contenitori culturali cittadini cambierà faccia (il termine tassativo per l'ultimazione dei lavori e la rendicontazione è stabilito dai bandi Poin). Il castello normanno svevo rinascerà come spazio espositivo e museale, una volta liberato dagli uffici della Soprintendenza destinati a essere collocati nell'ex convento di Santa Chiara che aprirà le sue porte anche a mostre ed eventi culturali. E se, ancora, i palazzi San Michele e San Gaetano, a Bari vecchia, risorgeranno a nuova vita pronti ad accogliere gli uffici della Fondazione Petruzzelli, che li ha ricevuti in dote dal Comune, sarà ultimato anche il restauro di Santa Scolastica perché accolga la più volte rinviata resurrezione del museo archeologico. A darne notizia è Salvatore Buonomo, soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici, che anticipa: «Siamo in dirittura d'arrivo, la direzione regionale ha effettuato l'aggiudicazione provvisoria dei lavori ed entro il 30 aprile prevediamo la stipula dei contratti e la consegna degli immobili perché possano essere avviati gli interventi secondo la progettazione che è avvenuta in house, ovvero avvalendoci di professionalità interne». Una scelta, quest'ultima, che sembra abbia destato qualche perplessità nell'Ordine degli architetti e che, invece, secondo Buonomo «non solo consente un notevole risparmio rispetto agli affidamenti esterni, ma garantisce la pubblica amministrazione perché è di un intervento che esce dalla stessa amministrazione preposta a porre il vincolo che si parla». Otto milioni di euro i fondi per il recupero di Santa Chiara e l'adeguamento del castello, il soprintendente non nasconde tuttavia la sua preoccupazione per l'avvio dei lavori visto che l'ex convento è occupato dai migranti. E se una sollecitazione a procedere alla liberazione dell'immobile è stata rivolta alla Prefettura, «pur esprimendo la massima solidarietà agli immigrati dice Buonomo - facciamo appello agli enti locali perché si possano adoperare a trovare una più umana sistemazione per queste persone. Per la loro sicurezza, viste le condizioni di Santa Chiara, e per la restituzione alla fruizione pubblica di questo complesso architettonico». E, proprio in tema di apertura alla città, Buonomo anticipa: «Abbiamo già avviato pure un dialogo con la Fondazione Petruzzelli per ospitare una serie di eventi al castello: l'ambizione è rendere vivi i luoghi pubblici della cultura».