Case sul Garda, ribaltone in Appello. Condanne azzerate, assolto anche Chincarini VERONA La più grande lottizzazione mai finita nel mirino della procura di Verona? Deve immediatamente tornare nella disponibilità dei legittimi proprietari perché «il reato di lottizzazione abusiva risulta estinto per intervenuta prescrizione» . È un autentico terremoto quello che si è abbattuto sul famigerato e controverso caso de «I borghi di Garda Resort Village» di Peschiera con la sentenza pronunciata ieri pomeriggio dai giudici della prima sezione penale della Corte d'appello di Venezia, che hanno disposto «la revoca del sequestro e della confisca disposta in primo grado» e ordinato «la restituzione dei vari compendi agli aventi diritto». E non è finita qui, perché in base al verdetto emesso dai magistrati di secondo grado «saltano» anche tutte le pene che erano state inflitte dal Tribunale collegiale scaligero il 13 marzo 2012. Unico imputato ad essersi visto infliggere ieri una multa di 250 euro, alla fine, è stato il dipendente comunale Massimo Cristini. Tutte «salve», invece, le altre persone chiamate a giudizio: in parte «perché il fatto non costituisce reato», in parte «per intervenuta prescrizione», sono usciti indenni dal processo d'appello sia gli imprenditori che i notai che gli amministratori e i funzionari del Comune di Peschiera, a cominciare dal sindaco Umberto Chincarini che è stato assolto «perché il fatto non costituisce reato» dall'accusa di omessa denuncia (che in primo grado gli era costata invece la condanna a una multa di 250 euro). Il risvolto più clamoroso della sentenza di ieri, in ogni caso, è l'immediata restituzione ai legittimi proprietari de «I borghi di Garda Resort Village», il mega complesso finito sotto sigilli a Sermana di Peschiera nel marzo del 2008, distribuito su svariati ettari di terreno lungo la sponda veronese del lago, ripartito in 375 alloggi unitamente a ristoranti, piscine, campi da tennis, negozi. Oltre ad aver riottenuto gli immobili che si erano visti porre sotto sequestro sei anni fa, le parti civili (assistite dagli avvocati Paolo Pellicini, Guido Camera e Antonio Invidia) si sono anche viste assegnare dall'Appello la provvisionale di 5mila euro ciascuna. Un «ribaltone», quello andato in scena ieri a Venezia, che ha comunque arriso anche agli imputati: assolti dall'accusa di omessa denuncia «perché il fatto non costituisce reato», il sindaco Chincarini, i dipendenti comunali Ottorino Bampini, Cristini e l'assessore Walter Montresor. Per quanto riguarda i quattro notai chiamati alla sbarra, invece, i magistrati veneziani hanno assolto «perché il fatto non costituisce reato» il veronese Marcello Liuzzi, il meranese Herald Kleewein e il collega Walter Crepaz, mentre per il professionista bresciano Eligio Conti gli atti sono stati trasmessi alla procura di Verona per riformulare il capo d'imputazione a suo carico. In merito al reato di lottizzazione abusiva, inoltre, i giudici di secondo grado hanno decretato il «non doversi procedere per intervenuta prescrizione» nei confronti di Chincarini, Bampini, Montresor e dell'allora capo dei vigili urbani Valentino Maimeri. «Salvati» dall'accusa di lottizzazione abusiva grazie alla prescrizione, infine, anche i soci della Sermana srl di Brescia, Alberto Silvioli, Giovanni Gelfi ed Emilio Franchi. Una vittoria su tutti i fronti, dunque, quella incassata ieri a Venezia dagli avvocati difensori Claudio Avesani, Barbara Bissoli, Lorenzo Picotti, Massimo Galli Righi, Nicola Avanzi, Marco Pezzotti, Simone Bergamini, Mario Vittore De Marzi. Un vero colpo di scena.