Giorlo: non lascio la politica L'ex assessore: «In procura solo esposti contro di me» VERONA Un assessore «tecnico» all'Urbanistica, entro pochi giorni (probabilmente la prossima settimana), mentre per lo Sport, si va avanti così, con la delega in mano al sindaco, in attesa di decidere una «rimodulazione» della giunta, magari dopo le elezioni europee. Dopo le dimissioni di Marco Giorlo, è questa l'ipotesi che sembra prendere corpo, a Palazzo Barbieri, sulle prossime mosse di Flavio Tosi. Il sindaco continua a tacere su questo tema. Ma qualcosa è trapelato su colloqui che Tosi ha avuto nei giorni scorsi con alcuni suoi collaboratori. L'assessore all'Edilizia privata e a quella popolare, Pierluigi Paloschi, gli avrebbe fatto presente la difficoltà di seguire ogni giorno un settore così delicato (e al centro di tante polemiche) avendo anche l'impegnativa delega al Bilancio. Mentre l'assessore all'Urbanistica, il vicesindaco Stefano Casali sta assumendo un ruolo sempre più politico (non solo a livello locale) e non farebbe probabilmente un dramma se venisse affidato a un tecnico un settore che, da trent'anni a questa parte, porta più grane che soddisfazioni (e voti).Ecco quindi che affidare questi compiti ad un «addetto ai lavori» (architetto, ingegnere o urbanista) potrebbe essere la via più semplice da seguire. Le altre possibilità restano sul tappeto, ma avrebbero tutte qualche controindicazione: la nomina di Fabio Venturi potrebbe scontrarsi con l'esito della vicenda giudiziaria che vede coinvolto il vicepresidente della Provincia (con sentenza attesa proprio domani) mentre la scelta del presidente del consiglio, Luca Zanotto, al di là dei rapporti non proprio ottimali tra lo stesso Zanotto e Tosi, innescherebbe una battaglia per la successione (alla presidenza del consiglio punterebbero infatti Salvatore Papadia, Ciro Maschio ed altri). Quanto all'assessorato allo Sport, si potrebbe tranquillamente aspettare: il dirigente del settore, Sandro Vazzoler, gode della fiducia del sindaco, e quel posto potrebbe essere utile per un «movimento di assessori» più ampio da farsi dopo le elezioni europee, quando la squadra amministrativa dovrà essere rinforzata, in vista della seconda fase della legislatura ed anche delle elezioni regionali del 2015. Sulle quali circola con grande insistenza una voce non nuova ma adesso clamorosa: a candidarsi per la Regione sarebbe infatti intenzionato proprio Marco Giorlo. Che neppure un'ora dopo l'annuncio delle dimissioni, si è affrettato a rilasciare un'intervista a Telearena che ieri è stata al centro di mille commenti. Nell'intervista, Giorlo spiega di non avere avvisi di garanzia bensì «purtroppo moltissimi esposti anonimi in Procura contro di me», assicurando però di non avere «nulla da temere, non avendo mai partecipato ad appalti o gare pubbliche». In vista dell'ormai famosa puntata di Report, con le relative voci su cene cui Giorlo avrebbe preso parte insieme a personaggi legati alla 'Ndrangheta, l'ex assessore a domanda risponde: «Le cene che ho fatto sono state con la famiglia Tosi, la sua signora e la mia famiglia: mafiosi non ne conosco neanche uno». Giorlo ribadisce peraltro con molta forza che il suo «obiettivo è di rientrare» in politica rapidamente. Di qui la ridda di commenti a Palazzo. «L'ennesima prova che, lasciato davanti ad un microfono, Marco non sa trattenersi e si fa del male da solo», dicevano ieri in coro molti suoi compagni di partito. Spiegando appunto che l'obiettivo di Giorlo sarebbe quello di candidarsi alle regionali dell'anno prossimo, per non disperdere il consenso elettorale: proprio lui, infatti, era stato il secondo «supervotato» della Lista Tosi alle Comunali del 2012, con 2.258 preferenze, secondo solo alle 4.128 di Vito Giacino, l'altro assessore della giunta Tosi già uscito di scena.