Interventi per 2,6 milioni di euro. Nessuno stop al museo Le prove generali si sono svolte al Cenacolo, gli operai arrampicati sul tetto e i turisti ammirati nel refettorio dei domenicani: il cantiere a ombrello sulle Grazie non ha mai fermato le visite all'Ultima Cena (se non nei lunedì del riposo di Stato). Il laboratorio di restauro sarà replicato nei prossimi giorni a Brera: le maestranze della D'Auditorio Costruzioni assembleranno il ponteggio nello Strettone di via Fiori Oscuri e scaleranno l'antico convento degli Umiliati. Appalto da 2,6 milioni. Fine lavori: 20 settembre 2015. Nessuna pausa forzata nel museo napoleonico. Il maxi progetto di riqualificazione delle coperture è il primo tassello della Grande Brera finanziato dal ministero per i Beni culturali. Ci sono 6 mila metri quadri di tetto da sistemare, poco meno della superficie del campo di San Siro; 288.836 coppi da prendere in mano, esaminare, sostituire o ricollocare. E, soprattutto, c'è l'urgenza di preservare l'enorme patrimonio artistico e culturale di Pinacoteca, Accademia, Biblioteca Braidense e Osservatorio astronomico: «Si stava pericolosamente avvicinando il punto di "non ritorno" tecnico per la fragilissima e vetusta copertura del complesso monumentale spiegano dalla Soprintendenza . Non era più rinviabile un intervento a tutela di quadri, libri, attività e persone». Tre anni fa, un giorno nero di maggio, la pioggia era scivolata sui muri fino a minacciare «Lo sposalizio della Vergine» di Raffaello: fu necessario sollevare il dipinto dalla parete e ripararlo in deposito. L'ultimo architetto a occuparsi dell'edificio fu Vittorio Gregotti: Brera aspetta da trent'anni una salutare operazione di manutenzione straordinaria. Per avere un'idea della complessità del cantiere, basti pensare che il tetto di Brera è un mosaico di materiali realizzati e posati a secoli di distanza: i coppi di epoca teresiana sono adagiati accanto ai rinforzi del dopoguerra e ad altre tegole «tampone» che hanno coperto le falle più recenti. Spiega il soprintendente Alberto Artioli, responsabile del progetto: «Lo stesso edificio è un'opera d'arte. Se si pensa che sulle coperture sono collocati anche i lucernari che danno rischiarano le sale della Pinacoteca, si comprende la complessità dei lavori che verranno svolti». Non solo. L'anima strutturale è un intreccio di legni: «Travi, travetti, assiti e tavelle sono in molti casi risalenti alla prima Brera medievale». Originali e delicati. Sotto questo «malconcio» capello convivono sette tre le maggiori istituzioni culturali della città. Ha spiegato Caterina Bon Valsassina, direttrice regionale ai Beni culturali: «Non ci si limiterà soltanto alla realizzazione del manto esterno e alla sua coibentazione, ma saranno sostituiti o ripristinati i camini e tutti i lucernari sulle falde dei tetti; saranno rinnovati gli impianti elettrici e messe a norma le passerelle; il riordino delle coperture non solo garantirà dalle infiltrazioni, ma permetterà anche un corretto smaltimento dell'acqua e un migliore isolamento termico». Alla gara al massimo ribasso avevano partecipato 123 imprese. La commissione tecnica s'è riunita il 5 febbraio e ha affidato l'intervento alla D'Auditorio Appalti e Costruzioni srl sulla base di un'offerta scontata del 26,6 per cento sulla base d'asta. Nelle prossime settimane sarà chiusa anche la procedura per i lavori di riqualificazione a Palazzo Citterio, secondo tassello della Grande Brera. Quanto al terzo, la risistemazione della caserma di via Mascheroni per il campus dell'Accademia, al momento sono stati eseguiti gli esami diagnostici degli spazi.