Domani all'oratorio di San Filippo Neri la conferenza dello studioso che scoprì l'antica città di Ebla. Appello per la pace e la tutela del patrimonio culturale della Mesopotamia BOLOGNA Si dice Iraq, e si pensa subito alla guerra e al petrolio. Ma oltre alla triste cronaca di questi anni, va ricordato che l'Iraq di oggi è l'antica Mesopotamia, uno dei più straordinari giacimenti culturali del pianeta. È di questo che domani si parlerà in occasione della seconda conferenza di archeologia, dal titolo «Le origini della civiltà e il patrimonio culturale dell'Iraq», organizzata da Amis, Associazione di amicizia Italia-Siria, con il patrocinio dell'Assessorato alla cultura della Provincia di Bologna, del Comune di Bologna, dell'Università di Bologna e dell'Ambasciata della Repubblica Araba Siriana di Roma. L'incontro, che si terrà alle 17 all'Oratorio San Filippo Neri di Bologna, avrà un relatore d'eccezione: Paolo Matthiae, professore di Archeologia e Storia dell'arte del Vicino Oriente all'Università La Sapienza di Roma, altrimenti conosciuto come «il re di Ebla». A Matthiae è infatti attribuita la cosiddetta «scoperta di Ebla», il ritrovamento della città capitale della civiltà Eblaita avvenuto nel 1964 nella Siria settentrionale da parte di un'équipe dell' Università "La Sapienza" di Roma, guidata dallo stesso Matthiae. Questi scavi, compiuti a più riprese e tuttora in corso, portarono ad eccezionali scoperte, tra cui quella, nel 1975, di 17.000 tavolette cuneiformi scritte in "eblaita". L'incontro di domani sarà anche un' occasione per discutere della delicata situazione dell'Iraq, il cui patrimonio culturale ha subìto un oltraggio inimmaginabile dalla devastazione del Museo di Baghdad e dal perdurante saccheggio dei siti archeologici. Sull'argomento Matthiae, già nel 2003, all'alba della guerra, aveva lanciato un grido d'allarme per le conseguenze che il conflitto avrebbe avuto su una zona che va considerata come un bene dell'umanità. L'antica Mesopotamia è stata infatti la culla della civiltà umana, nonché il luogo della nascita delle prime forme di città e di Stato. La «riscoperta » del valore culturale dell'antica Mesopotamia può servire quindi a riaprire un dialogo interculturale, basato su radici comuni: «L'obiettivo - ha chiarito Yacoub Aslo, presidente di Amis, durante la presentazione dell'iniziativa - è quello di unire i popoli nel dialogo, nel nome della cultura, che è e dev'essere universale ». Della stessa opinione l'assessora provinciale alla cultura, Simona Lembi: «La Provincia di Bologna si sta impegnando molto per far valere i temi della pace, della memoria, della cultura e dell'arte come strumenti di dialogo tra diverse civiltà ». Domani la stessa Lembi consegnerà a Matthiae un riconoscimento ufficiale per il suo contributo alle scoperte archeologiche. L'associazione Amis ha in programma altri appuntamenti per approfondire la conoscenza delle terre dell'antica Mesopotamia. Dopo quello di domani, un altro incontro è previsto per il 7 maggio alle 18, al museo civico di Reggio Emilia, dove Frances Pinnock parlerà della Siria nell'età del bronzo.
Scoprire un altro Iraq, culla di civiltà: parla l'archeologo Matthiae
Domani all'oratorio di San Filippo Neri di Bologna si terrà una conferenza di archeologia su "Le origini della civiltà e il patrimonio culturale dell'Iraq". Il relatore sarà Paolo Matthiae, noto come il "re di Ebla", che ha scoperto la città di Ebla nel 1964. La conferenza sarà un'occasione per discutere della delicata situazione dell'Iraq, il cui patrimonio culturale ha subìto un oltraggio inimmaginabile. Matthiae ha già lanciato un grido d'allarme per le conseguenze della guerra sull'Iraq. L'obiettivo della conferenza è unire i popoli nel dialogo, nel nome della cultura, che è e dev'essere universale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo