«Nessuna agevolazione, così non ce la facciamo» LUCCA Da secoli sono l'orgoglio monumentale dell'altra Lucca, quella che s'espande fuori dalle Mura e s'incunea tra colline e borghi sino a penetrare piccoli comuni e frazioni. Trionfano, le nobili e antiche residenze, nello sfarzo dei giardini alla francese e all'italiana, tra labirinti di vegetazione, camelie uniche al mondo, giochi d'acqua, statue e anfratti pensati dai migliori architetti di un'Europa nobile. Che a partire dal Rinascimento avrebbero costruito le Grandi Ville come si plasma un'opera d'arte e le avrebbero arricchite di simboli e segreti. Ma adesso, le trecento ville storiche di Lucca rischiano di chiudere, minacciate dalla burocrazia, dalle tasse e da costi di gestione. «Da sempre noi proprietari facciamo sacrifici con lavori di manutenzione sempre più onerosi spiega Vittoria Colonna, presidente dell'associazione che tutela questi monumenti e oggi, con il nuovo sistema di tassazione, che calcola le residenze come una qualsiasi villa al mare, rischiamo di non farcela più. Invochiamo una diversa tassazione. Altrimenti si chiude e si disperde un patrimonio artistico e storico eccezionale». Vittoria Colonna ci apre il cancello di Villa Torrigiani, la dimora di famiglia. È un monumento di fine Cinquecento, si trova a Camigliano, una frazione di Capannori. Il parco è stato progettato dall'architetto-giardiniere di Versailles e a primavera, con le aiuole fiorite, le camelie sbocciate, la peschiera, le scalinate barocche, la cappella con la cella campanaria e un antico meccanismo di un'improbabile orologio, sembra il giardino del Bello neoplatonico. Simboli e natura si fondono. I giochi d'acqua, che i proprietari mostrano ai visitatori, sono un capolavoro d'ingegneria. All'interno, arazzi e dipinti, baldacchini e merletti, clavicembali e forti piano raccontano schegge di storia. Uno sguardo e non è difficile capire l'impegno per arrestare il lento declinare del tempo. Che tutto trasforma, minaccia, cancella con il suo impercettibile soffio corrosivo. La vicina villa Mansi, a Segromigno, è chiusa per ristrutturazione e non si sa ancora quanto e se potrà riaprire. Soffrono di imposte e burocrazia le ville Arnolfini di San Pancrazio, Guinigi di Matraia, Bruguier e Lazzereschi di Camigliano, del Vescovo di San Colombano. Villa Reale è stata la dimora di Elisa Baciocchi, sovrana di Lucca e sorella di Napoleone. Anch'essa è un monumento aperto al pubblico, un tesoro visitabile. E come gli altri rischia di chiudere o peggio d'essere venduto. Magari ai russi, che di soldi ne hanno molti, ma forse sono poveri di quella sensibilità dell'apertura e della condivisione e del considerare quel bene privato un po' «res pubblica», da non deturpare e donare alle visite di tutti.