VENEZIA Tra le materie sulle quali il governo Renzi intende ripristinare il controllo dello Stato, a scapito dell'autonomia delle Regioni, il turismo è quella che più sta a cuore al Veneto. Per il quale rappresenta l'11 del Pil e un fatturato da 15 miliardi di euro. «Dalle prime indicazioni emerse, sembra che Roma voglia riprendersi la regia del settore e quindi occuparsi della promozione all'estero, del coordinamento dell'offerta, del marketing e dell'animazione spiega l'assessore al Turismo, Marino Finozzi . Se in linea teorica una cabina di regia nazionale potrebbe essere utile, per proporre l'Italia sui mercati stranieri e soprattutto per valorizzare il Sud, che non sfrutta le proprie potenzialità, nel concreto l'Enit non funziona, benchè ci costi 20 milioni di euro l'anno, 19 dei quali solo di personale e sedi dislocate in giro per il mondo. Se il Veneto è la regione più visitata del Paese e la quarta d'Europa è merito proprio dell'autonomia acquisita nel 2000: togliercela significherebbe costringerci a perdere la qualità». Ma il progetto del governo è appoggiato dalle associazioni di categoria. «Prima di tutto è vero che Palazzo Balbi ha investito bene le risorse dedicate, che però nel giro di tre anni sono scese da 40 milioni a 6 milioni di euro rivela Marco Michielli, presidente veneto e vice nazionale di Confturismo . E poi il marchio made in Italy è uno dei più conosciuti al mondo ed è gratis. Invece di continuare ad andare ognuno per conto proprio, soprattutto fuori dall'Europa e su Internet, è più utile promuoverci sotto l'egida nazionale. Penso all'esempio delle fiere: ma che senso ha presentarci con uno stand regionale, uno di un Comune, uno di un Consorzio e così via, quando i diretti concorrenti come Spagna e Francia possono contare su enormi padiglioni unici, immediatamente visibili e completi? In un mondo globalizzato se invece di fare squadra le diverse anime del turismo italiano si fanno la guerra, non si va da nessuna parte. Prima chiude Michielli bisogna portare gli stranieri al confine e poi ogni regione può andare a tirarli per la giacchetta. Ma intanto attiriamoli qui con il made in Italy». E' d'accordo Gianernesto Zanin, presidente padovano di Federturismo (Confindustria): «Una regia nazionale? Magari! Ma voi pensate che in Russia o in America si possa parlare di Veneto, Calabria o Puglia o sia piuttosto vincente un brand unico? Io credo che a livello internazionale vinca il made in Italy più del marketing regionale, spesso inutile anche a causa del frazionamento delle competenze, responsabile di situazione ridicole. Parlo della follia di fiere affrontate con una miriade di piccoli stand, capaci solo di lanciare un'offerta frammentata e irriconoscibile. Che ritorno può avere pubblicizzare la Cappella degli Scrovegni a Taiwan, dove conoscono a malapena Venezia? Ci vuole una regia unica, che non significa perdere l'identità, ma unire le forze». In ballo c'è anche la sanità, con un generico ritorno dello Stato a controllare «norme generali per la tutela della salute e sicurezza alimentare». «Credo significhi soprattutto prevenzione dice l'assessore alla Sanità, Luca Coletto ma venerdì ho un incontro con il ministro Beatrice Lorenzin, chiederò lumi. Per ora l'unica certezza è il taglio di un miliardo al settore, con cui il governo vuole pagare parte del cuneo fiscale, invece di far ripartire l'economia. Il rischio è di creare un Sistema sanitario nazionale livellato verso il basso».
Veneto. Turismo, regìa nazionale. La Regione: Poca qualità. Gli addetti: Idea vincente
Il governo Renzi intende ripristinare il controllo dello Stato sul turismo, a scapito dell'autonomia delle Regioni. Il Veneto, regione più visitata del Paese, è una delle aree interessate. L'assessore al Turismo, Marino Finozzi, spiega che il governo vuole promuovere l'Italia all'estero e coordinare l'offerta turistica. Tuttavia, le associazioni di categoria sostengono che il progetto non è utile e che il Veneto ha già ottenuto risultati positivi con l'autonomia acquisita nel 2000. Il presidente di Confturismo, Marco Michielli, sostiene che la promozione del turismo italiano sotto l'egida nazionale sarebbe più efficace di quella regionale.
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