Esplode il caso del parcheggio sotterraneo. La ditta appaltatrice ha chiesto 14 milioni di euro al Comune come risarcimento Pisa, 31 marzo 2014 - SI RIAPRE con rumore la questione del parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio Emanuele. Dopo otto anni di attese, disagi, contenziosi e lavori a singhiozzo, l'inaugurazione del 2010 e la riqualificazione della piazza nel 2012 spunta ora una sorpresa. Amarissima. Da circa 2,9 milioni di euro. E a pagare potrebbero essere i cittadini. La ditta Saba che ha costruito il parcheggio e lo gestisce ha rivisto il proprio piano economico finanziario e, impugnando il contratto siglato col Comune, ha chiesto di rivedere l'ammontare dell'opera dai 6,2 milioni di euro a più di 20. In sostanza, il Comune dovrebbe versare a Saba circa 14 milioni come 'risarcimento'. Quattordici milioni che, dopo il secco no del Comune, una terna super partes ha ridimensionato in 2,9 milioni di euro. L'indignazione dei consiglieri di opposizione esplode. L'assessore ai lavori pubblici, Andrea Serfogli, prepara intanto la documentazione da esibire nella I Commissione di Controllo e garanzia dove è esploso il caso. Un consulente sarà presto nominato per dirimere la vicenda. Tutto è iniziato quando il consigliere del Pdl, Giovanni Garzella, aveva spiccato un'interpellanza in Consiglio comunale sull'attuale aspetto di piazza Vittorio. Accostando una foto del progetto originario e un'altra di quello poi eseguito, aveva chiesto le ragioni delle macroscopiche differenze. Andando però a scavare nella vicenda, legata alla realizzazione del parcheggio sotterraneo, Raffaele Latrofa (Ncd) ha portato il caso in Prima commissione dove un'audizione dell'assessore ai Lavori pubblici Andrea Serfogli ha lasciato i componenti a bocca aperta. E' infatti venuto fuori che è ancora aperto il contenzioso con la ditta Saba che aveva un contratto col Comune di concessione di lavori per costruire il parcheggio e gestirlo. La ditta si è appellata ad alcuni obblighi contrattuali saltati che impegnerebbero il Comune a 'rimborsare' circa 14 milioni di euro. I costi per la costruzione del parcheggio erano infatti lievitati a causa dei rinvenimenti archeologici che ne avevano rallentato i lavori. Nel contratto si fa riferimento a questa eventualità e all'impegno di un risarcimento da parte del Comune. La ditta si è poi vista danneggiata da una 'sorpresa geologica': le infiltrazioni d'acqua hanno spinto a rivedere il progetto e a rinunciare al quarto piano previsto e a circa 100 stalli. Tutto questo pesa sul piano economico di Saba che aveva previsto ben altri introiti dal parcheggio. LA tipologia di contratto firmata col Comune è analoga a quella del People Mover. La ditta costruisce a proprie spese l'opera e ne ammortizza i costi con i ricavi della gestione. La richiesta di 14 milioni, mai ufficialmente avanzata da Saba ma deducibile dalla revisione del piano economico dell'opera (passato da 6 a 20 milioni di euro), è stata subito rigettata dal Comune che ha rimesso nelle mani di una terna le valutazioni economiche che ora ammontano a 2,9 milioni di euro. «Quest'opera è stata un errore accusa Marco Ricci, consigliere di Una città in Comune . Una leggerezza che rischia di farci pagare un prezzo più pesante di quanto preventivato». Raffaele Latrofa dichiara: «La vicenda è di una gravità politica clamorosa. I cittadini sono stati tenuti all'oscuro di un contenzioso mai terminato. Credevamo che la vicenda fosse chiusa e invece rischia di danneggiare tutti». L'assessore Serfogli rassicura: «Ci siamo opposti a quelle richieste che sono state ridimensionate dalla terna. Presto sarà nominato un consulente che valuterà il piano finanziario di Saba. Troveremo una soluzione». Eleonora Mancini