Macrì: "Ma chiederemo di riavere Chimera e Minerva" Mancavamo solo noi e a questo punto ci saremo: presenti per essere inseriti in un percorco etrusco come patrimonio mondiale dell'umanità. E riparte la battaglia per riavere i tesori perduti Arezzo, 27 marzo 2014 - Anche Arezzo entra nella Dodecapoli etrusca. Ci entra all'ultimo tuffo, al fotofinish ma ci entra. Sarà la dodicesima della cordata che vedrà chiedere all'Unesco di diventare patrimonio dell'umanità. Proprio l'ultima città che mancava dopo Perugia (che ha fatto partire la macchina organizzativa) Cortona, Chiusi, Volterra, Orvieto, Cerveteri e Tarquinia (già siti Unesco), Castiglion della Pescaia con Roselle, Piombino con Populonia, Veio, Vulci e Cere. «Il progetto va avanti assicura l'assessore alla cultura del Comune Pasquale Macrì ho preso visione di tutta la documentazione e Arezzo ci sarà. Manderemo dei nostri rappresentanti alla presentazione ufficiale che si terrà il 1 aprile a Chiusi. Il primo passo dell'iter burocratico che candida le città etrusche della dodecapoli a patrimonio mondiale dell'umanità che, se va bene, porterà alla creazione di una sorta di parco archeologico diffuso e un impegno di spesa di 80mila euro diviso fra le dodici città di cui la parte più impegnativa toccherà ai centri più popolosi, quindi anche ad Arezzo». «Ma noi intendiamo andare oltre faremo la pazzia di chiedere ancora una volta la restituzione da Firenze della Chimera e della Minerva. Abbiamo ripreso tutta la documentazione del 2009 e intendiamo rifarci avanti magari chiedendo una mano alla Soprintendenza regionale e nazionale». Intanto un comitato scientifico avrà il compito di elaborare il progetto da sottoporre all'Unesco presieduto da Mario Torelli, professore di storia dell'arte classica all'Università di Perugia.