A UN ANNO dalla presentazione alla cittadinanza del progetto di recupero del Torrione sforzesco di Bubano, è giunta l'ora dell'inaugurazione, prevista per oggi. L'intervento ha riguardato il restauro e il risanamento conservativo dell'edificio risalente al XV secolo. All'interno troverà sede il Centro didattico museale, aperto a partire dall'8 giugno e suddiviso in cinque sezioni: storico-archeologica, in cui sono esposti per la prima volta i resti degli scavi dei pozzi romani emersi in zona Fornace di Bubano; storico-moderna, con l'esposizione delle ceramiche rinvenute durante i lavori di ristrutturazione del Torrione; etno-antropologica, in cui, grazie alla donazione del mordanese Luciano Cavulli, sono presenti numerosi oggetti e strumenti agricoli; storico-testimoniale, in cui le documentazioni foto-video del recente passato sono raccolte negli archivi pubblici e privati; infine ci sarà anche una Bottega dei saperi e dei sapori antichi, dedicata all'esposizione e alla degustazione di prodotti tipici. DURANTE gli scavi, seguiti dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia Romagna, sono stati rinvenuti alcuni reperti e frammenti di terracotta, ceramica, maiolica e vetro risalenti al periodo sforzesco. Catalogati e restaurati, faranno parte della collezione esposta all'interno del museo. Il Torrione è di proprietà privata: appartiene alla famiglia Costantini, originaria di Mordano ma trasferitasi in parte a Imola, in parte a Milano. Il privato ha concesso al Comune l'usufrutto per 22 anni, il cui valore è stato stimato in 400mila euro. «La maggior parte delle risorse utilizzate spiega il sindaco Stefano Golini - sono private e non ci sono risorse comunali, anche se il bene avrà una destinazione culturale e pubblica permanenti». IL PROGETTO ha preso il via grazie all'aggiudicazione di alcuni fondi europei che rientrano nel Programma di sviluppo rurale, per una valore di 210mila euro. «Mentre la quota principale dell'intervento, 250mila euro continua Golini è a carico della società Florim che ha sottoscritto un accordo urbanistico, scegliendo questa opera pubblica quale destinazione dello stesso». Ma cosa succederà al termine dei 22 anni di usufrutto? «Le ipotesi sono diverse chiosa il sindaco . Potrebbe essere prorogato il periodo dell'usufrutto, così come la proprietà potrebbe richiedere un canone d'affitto, senza escludere la possibilità che il bene torni al privato che avrà il compito di gestire il museo». Il primo a Mordano.