Bivacchi nella villa dei Visconi. La salvezza affidata ai privati SARONNO (Varese), 1 aprile 2014 - È L'EDIFICIO civile più antico di Saronno, la 'città degli amaretti', e nonostante custodisca elementi di pregio è ermeticamente sigillato, lasciato al progressivo degrado, senza che sia nemmeno stata decisa con precisione la sua futura destinazione. Palazzo Visconti è sicuramente la 'cenerentola' di Saronno: città del Basso Varesotto famosa per gli affreschi del Santuario e per i macchinari del Museo delle industrie e del lavoro del Saronnese, la quarta città della provincia ha sempre trascurato, per alcuni periodi addirittura abbandonato, quello scrigno nato come villa di delizia della famiglia Visconti. Effettivamente la storia del Palazzo, situato nel centro storico della città, è stata un'inesorabile discesa verso il degrado: prima dimora di campagna di nobili del Cinquecento, poi collegio femminile, sede del Municipio e dopo della Pretura. È STATA quindi trasformata in una trascuratissima casa delle associazioni dove nel 2007 si è sviluppato un incendio. Le fiamme, che hanno avvolto l'ala est e il tetto del corpo centrale, hanno acceso l'interesse dei saronnesi. Si è parlato a lungo della riqualificazione dell'edificio: la precedente Amministrazione aveva anche pronto un progetto, già approvato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, per trasformarlo nella nuova sede del Municipio ma dalle parole non si è mai passati ai fatti. La situazione attuale è quella di un complesso completamente vuoto, dove locali con ricchi affreschi (a partire da quello che sovrasta lo scalone centrale) si alternano a spazi ancora anneriti dal fumo. Inoltre oggi Palazzo Visconti è completamente 'incatenato': sigillato ermeticamente da lastre, grate e lucchetti costati all'Amministrazione 100mila euro. Al danno della mancata riqualificazione, con il progressivo e inevitabile degrado dei soffitti a cassettoni e degli affreschi, si è aggiunta la beffa delle invasioni notturne. QUELL'ENORME edificio vuoto rappresenta davvero un tesoro per i tanti clandestini che gravitano in città, alla ricerca di un riparo per la notte. Così, con continui e sempre più audaci tentativi, riescono occasionalmente a sfondare qualche porta e a entrare nei locali, dove bivaccano per giorni prima che la polizia locale li allontani. Ma queste non sono le uniche visite al Palazzo Visconti: ogni tanto viene aperto per sopralluoghi di tecnici o dei membri della commissione consiliare, voluta a inizio mandato dal sindaco Luciano Porro. Si tratta di un team di saronnesi che ha stilato un'accurata relazione sullo stato dell'arte (o per meglio dire del degrado) dell'edificio e sulle possibilità di recuperarlo. L'idea, accantonata del tutto la possibilità di trasformarlo nel Municipio, è quella di creare un «polo cultural-museale di rilevanza almeno regionale, che possa dare nuovo impulso al marketing territoriale della città ma anche alla riqualificazione del quartiere». L'Amministrazione ha ribadito più volte di non avere a disposizione nemmeno una minima parte dei 10 milioni di euro che servirebbero per dare nuova vita a Palazzo Visconti ma la commissione ha avanzato altre proposte: dalla ricerca di investitori privati all'azionariato popolare, si è anche tentata la via di un bando della fondazione Cariplo. Intanto l'edificio civile più antico di Saronno continua la sua strenua resistenza contro il degrado: giorno dopo giorno spifferi e umidità mettono a dura prova gli affreschi cinquecenteschi in attesa di una rinascita che, se pur promessa da anni, non sembra nemmeno all'orizzonte.