Buscemi. Dopo le giornate del Fai che hanno visto protagonista la chiesa di San Sebastiano, aperta per l'occasione dopo quasi 40 anni di chiusura, il sindaco Nellino Carbè, lancia l'appello per il sito ARCHEOLOGICo di Casmene, che versa nel degrado. A tal proposito, chiede che il sito Casmene sia accorpato al parco ARCHEOLOGICo Tellaro-Akrai e non a quello di Leontinoi, come è adesso. L'ultimo intervento che è stato fatto in questo sito ARCHEOLOGICo risale a circa 10 anni fa e fu lo stesso sindaco Carbè che, ottenuto un finanziamento, fece aggiustare la strada che conduce sul monte Casale, dove doveva sorgere Casmene. Sul sito ARCHEOLOGICo di monte Casale si adombra addirittura un mistero che soltanto il prosieguo degli scavi, iniziati da Paolo Orsi, potrebbero risolvere. Infatti, come ebbe a dire l'illustre archeologo, sul monte Casale, prima di Casmene, si trovava ubicata Erbesso. «Monte Casale - ebbe a dire Paolo Orsi - è un punto dove sembra s'incontri la vita e la civiltà preistorica e storica delle genti isolane. Un luogo di urto e di incontri tra Siculi e Greci». E a tal proposito, Paolo Orsi chiamò il monte Casale un "Grosso Borgo", in quanto rinvenne i resti di alcune capanne circolari del periodo Siculo e altri elementi e materiali atti a dimostrare la continuità del grosso villaggio (Erbesso) nei vari periodi della civiltà Sicula fino all'occupazione ellenica del luogo e, quindi, alla nascita di Casmene. La conferma che Casmene si trovava sul monte Casale arrivò dagli scavi che Paolo Orsi eseguì nel 1928. Questi scavi, infatti, dimostravano che qui sorgeva una città edificata tra l'VIII ed il VII secolo a. C. Una città sicuramente greca, come era confermato dalla necropoli scoperta dallo stesso archeologo, dai vasi e da altro materiale rinvenuto, visibile, oggi, nel museo di Siracusa, che porta lo stesso nome dell'archeologo Paolo Orsi. Tutti reperti rinvenuti non lasciavano dubbi: qui sorgeva Casmene, seconda colonia di Siracusa, dopo Akrai. Secondo Tucidide, infatti, Kasmenai fu fondata vent'anni dopo di Akrai, e cioè, tra il 644 e il 663 a. C. in perfetta corrispondenza con i reperti venuti alla luce con gli scavi di Paolo Orsi. La scoperta di Paolo Orsi venne confermata anche dall'archeologo Antonio Di Vita, nativo di Chiaramente Gulfi, che nel VII Congresso internazionale di architettura classica, che si svolse a Roma nel 1961, dimostrò che la misteriosa città esistente sulla cima del monte Casale era Casmene. C'è da dire anche che altre campagne di scavo ARCHEOLOGICo ne hanno messo in luce l'impianto urbano. Ad oggi è stato identificato un solo edifico pubblico: un allungatissimo tempio. La quantità di armi ritrovate nel deposito votivo, unito al carattere militare della colonia, hanno fatto pensare ad un tempio dedicato ad una divinità guerriera, ad esempio Ares. L'impianto urbano è solcato da numerosissime strade, "stenopoi" in senso nord-sud. Di contro non sono stati individuati grandi allineamenti stradali in senso ortogonale est-ovest come era tipico delle città greche. Oggi il sito è in completo stato di abbandono: neanche un cartello ad indicarne il luogo. Un simile luogo di storia, come ha fatto rilevare il sindaco Carbè, meriterebbe però ben altra sorte con ulteriori studi per meglio capire la struttura di questo luogo mai più abitato dopo l'epoca greca e magari con dei percorsi e delle iniziative che in qualche modo lo valorizzino. Paolo Mangiafico 28032014