AXUM - L'associazione dei veterani etiopici ha chiesto ieri che Roma restituisca le teste amputate dai corpi degli eroi dell'Etiopia caduti negli scontri con gli invasori fascisti negli anni '30, sostenendo che la restituzione dell'obelisco di Axum, prevista per questa settimana dopo numerosi rinvii (ma la data non è ancora certa), non è sufficiente. «Diamo il benvenuto al tardivo ritorno dell'obelisco di Axum, ma l'attuale governo italiano deve restituire il teschio di Hailu Kebede e gli altri che le forze fasciste brutalmente amputarono da corpi senza vita e esposero in musei militari italiani a Roma», ha detto Workineh Tegegne, vice presidente dell'Associazione patriottica dei guerriglieri etiopici. «La restituzione dell' obelisco è una occasione storica perché annuncia la sconfitta finale del fascismo e la sua relegazione nella pattumiera della storia», ha d'altro canto affermato Tegegne. L'Italia promise nel 1947 la restituzione dell'obelisco - 200 tonnellate di granito, simbolo degli albori della civilizzazione etiopica - ma discussioni e problemi logistici ne hanno sempre ritardato l'effettiva realizzazione, fino al novembre scorso, quando i due Paesi hanno finalmente raggiunto un accordo, in base al quale l'Italia si occupa del trasporto aereo e l'Etiopia della realizzazione di una necessaria pista di atterraggio. Sabato l'ambasciatore etiope si è incontrato con i funzionali della Farnesina per lavorare a una soluzione. E, nonostante per il momento non sia emerso ancora nulla, il presidente del Tigrai si dice «fiducioso». Che il trasferimento in Etiopia dei tre tronconi in cui è stato diviso l'obelisco sarebbe avvenuto tra gennaio e marzo di quest'anno lo aveva annunciato il governo italiano a novembre scorso. Per trasportare l'enorme struttura, come si disse allora, sarebbero stati necessari almeno 5 voli dell'aereo di fabbricazione russa Antonov 124. Inizialmente si parlò per il primo volo di fine marzo, poi si stabilì l'il aprile, data slittata quindi al 13. Ma anche questa volta il trasferimento della stele è saltato. L'ultimo rinvio è stato giustificato con il venire in essere di problemi tecnici e logistici. «La società ucraina che dispone dell'Antonov 124 ha una causa in corso con la Svezia. Pertanto, il problema è che con l'ingresso in Italia dell'aereo, scatterebbe immediatamente il mandato di sequestro da parte della Svezia», rivela l'attrice Hewan Teka Legesse, la donna che ha fatto della restituzione dell'obelisco al suo paese una vera e propria battaglia. L'attrice chiede al governo «di intercedere sulla base del diritto diplomatico per consentire al più presto l'arrivo dell'aereo della società ucraina in Italia» evitando che scatti il mandato di sequestro da parte della Svezia. Mussolini ordinò che l'obelisco, che si ritiene risalga a circa 1.700 anni fa, venisse prelevato da Axum (circa 850 km a Nord di Addis Abeba) ed eretto a Roma come simbolo della vittoria italiana in Etiopia. Per il ritorno della stele ad Axum - dove oltre alla realizzazione della pista di atterraggio è stato necessario allargare strade e rafforzare ponti -sono in programma numerose celebrazioni.