DISPONIBILI a collaborare, a offrire le proprie competenze e a immaginare percorsi di project financing in un momento in cui gli enti pubblici non possono disporre di risorse adeguate e a breve termine. Dopo i candidati sindaco di Bari, sono gli imprenditori locali a rispondere al dibattito cittadino avviato dall'editoriale del caporedattore di Repubblica Bari, Stefano Costantini: fermare le colate di cemento e ripartire dal passato utilizzando il vasto patrimonio pubblico dismesso. Ripensare luoghi dell'oblio come ex caserme, scuole in disuso, palazzi d'epoca abbandonati e vecchie fabbriche nell'ottica di quella che potrebbe diventare una vera e propria spending review. Non solo di costi ma anche di suolo e di verde. "Siamo ormai conmobile commenta Domenico De Bartolomeo, presidente dell'Ance Bari-Bat, l'associazione dei costruttori edili dell'importanza della rigenerazione urbana. Il recente disegno di legge, il numero 2039, sul contenimento del consumo del suolo e sul riuso del suolo edificato recepisce in tal senso delle precise disposiziodella ni europee: limitare lo sfruttamento. Anche la Regione Puglia indica la strada della rigenerazione urbana". Allora come procedere? "Occorre sempre più il partenariato pubblico-privato e la predisposizione di un business plan, che noi associazioni di categoria possiamo stilare gratuitamente, per il recupero di un imsapevoli annotando i costi e le sue funzioni". De Bartolomeo però non nasconde le difficoltà: "Non è facile recuperare un immobile del passato pensato con le vecchie normative. Occorre adeguarlo alle nuove leggi in materia di impianti, materiali ecosostenibili e interventi antisismici. Senza poi dimenticare i vincoli Soprintendenza sugli edifici storici". Il risultato, quindi, è che alla fine i costi del recupero di un bene dismesso possano aumentare. "In quel caso continua De Bartolomeo - è sconsigliato imbarcarsi in simili operazioni perché c'è il rischio di far lievitare i costi. Ecco quindi l'importanza di un business plan che definisca tutti gli interventi e che disciplini le condizioni del project financing. L'ente pubblico dà l'edificio al privato per il recupero e gli indica gli anni di concessione in base alle risorse investite. Più alte sono, più lunga è la durata della concessione per permettere al privato gli utili". Casi di questo tipo potrebbero essere ad esempio al quartiere Libertà dove esistono numerosi edifici fatiscenti e non di pregio. "Per l'ex Manifattura spiega ancora De Bartolomeo si potrebbe pensare alla creazione di loft, uffici, biblioteche e servizi. Per quell'immobile se ne parla da tempo. E tutto ciò si realizza se il pubblico smette di arroccarsi e di demonizzare il privato. Deve esserci collaborazione". Il dibattito è quindi aperto anche nel mondo imprenditoriale. "Ma già in fase di progetto preliminare bisogna subito individuare anche il gestore del bene per evitare ritardi e successivi deperimenti" spiega Cosma Damiano Santoro componente del comitato di presidenza di Confindustria Bari-Bat. "Noi dice siamo disponibili a offrire tutta la nostra consulenza, anche attraverso il nostro centro studi Cerset, ma gli enti pubblici devono accelerare i tempi su bandi e procedure. A Barletta ad esempio grazie al partenariato con il pubblico, che ha acquisito l'imattuati mobile, stiamo recuperando quattro ettari dell'ex Distilleria, a due passi dalla stazione. E' un incubatore di innovazione e creatività nel solco della rigenerazione urbana. Siamo in una fase in cui serve il terziario avanzato e il settore dell'edilizia non può più guardare solo alla realizzazione di residenze e capannoni". Per l'imprenditore edile Nicola Bonerba il recupero degli immobili dismessi può diventare "un'ottima opportunità per l'edilizia locale considerato il momento difficile del settore residenziale". "Ma prima di ripensare un edificio avverte bisogna tener conto di vari fattori: del suo appeal, della sua posizione logistica all'interno di un quartiere, della sua idoneità urbanistica, delle destinazioni d'uso. In caso contrario diventerebbe il solito spot del quale parlare". DEGRADO L'ingresso dell'ex Manifattura dei tabacchi nel quartiere Libertà In alto a destra l'interno del vecchio Mercato del pesce in piazza del Ferrarese. Sotto Domenico De Bartolomeo