Siracusa chiama Rabat per un Mediterraneo sempre più unito, con maggiori opportunità culturali e di lavoro in vista del 2010. E' il senso del progetto varato dalla Università degli studi di Catania, dalla Facoltà di lettere e Filosofia assieme al corso di laurea in scienze dei Beni culturali di Siracusa e all'Institut National des Sciences de l'Archeologie del Marocco. L'accordo rientra nei margini della cooperazione tra la regione Sicilia e quella di Rabat ed é promosso dal Comitato Permanente per il Partenariato euro-mediterraneo (Coppem). A presenziare l'apertura dei lavori, il sindaco Titti Bufardeci e il presidente della Provincia Marziano. Tra i relatori, Salvatore Baio, rappresentante della Provincia, Aomar Akerraz, vicedirettore dell'Istituto archeologico del Marocco, Salvatore Cilento, ministro plenipotenziario e responsabile dell'ufficio per le relazioni diplomatiche della Regione. A completare il quadro degli studiosi impegnati nei lavori, Sebastiano Di Bella, Presidente del Consorzio Regionale materiali lapidei, l'on. Lino Motta, segretario generale del Coppem, la docente Elena Castagnino e Wanda Grillo, direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura a Rabat. "E' un accordo che mira a stabilire la valorizzazione dei siti archeologici del Marocco - dice Enrico Iachello, presidente del corso di laurea in Beni Culturali. - Ci aspettiamo grandi sviluppi per il corso di laurea a Siracusa. Il tempo di firmare una convenzione nel mese di Giugno e saremo operativi già a ottobre". Il sindaco Bufardeci si dice sicuro che Siracusa riuscirà a cogliere l'importanza di questa esperienza per migliorarsi. "Siamo sempre più cerniera del Mediterraneo - conferma Bruno Marziano. - E' uno degli obiettivi dell'Unione". "Oltre alla valorizzazione del sito archeologico di Chellah - sottolinea Salvo Baio - attiviamo lo scambio tra studenti e la valorizzazione della Università siracusana".