"La ristrutturazione deturpa il paesaggio e i lavori rendono instabili i palazzi" "È prevista una pesante cupola di vetro e metallo sul tetto con un ristobar" IL CARTELLO dei lavori parla chiaro: la Rinascente di via del Tritone sarà consegnata ai romani entro il prossimo Natale. Giusto in tempo per mettere sotto l'albero pacchi e pacchetti extralusso. Ma il futuro della nuova sede da 15mila metri quadrati è appeso al giudizio del Tar del Lazio. I condomini degli stabili che circondano il palazzo che ospiterà il maxistore hanno infatti presentato un ricorso per bloccare la realizzazione del nuovo punto vendita. Preoccupati per la stabilità delle loro abitazioni e rimasti senza il sottopassaggio che congiungeva via del Tritone a via dei Due Macelli, i residenti chiedono ai magistrati amministrativi di annullare i permessi accordati ai costruttori da Campidoglio e Soprintendenza statale. Secondo i ricorrenti, gli atti impugnati consentono di modificare la sagoma del palazzo, riducendo le distanze con gli altri edifici oltre gli standard. Poi, il bar-ristorante: oltre agli odori e ai rumori che potrebbero provenire dal lounge che dovrebbe essere realizzato sul tetto della nuova Rinascente, a preoccupare i condomini è la possibile costruzione di una nuova cupola di vetro e metallo (la seconda dopo quella delle polemiche firmata da Massimiliano Fuksas a via del Corso) in pieno centro. Una struttura che potrebbe finire per modificare la volumetria dello stabile, levando ai condomini la vista di cui hanno goduto fino a questo momento dalle loro finestre. Ultimo punto all'attenzione dei giudici del Tar, la tutela del patrimonio artistico. Gli operai hanno scavato fino a scoprire un intero quartiere della Roma imperiale decorato con intarsi di marmi e mosaici e un tratto dell'Acquedotto Vergine, che ancora oggi alimenta fontana di Trevi, la Barcaccia berniniana di piazza di Spagna e la fontana dei Quattro fiumi di piazza Navona. I residenti chiedono che la scoperta venga tutelata. Ma, su questo punto, ci sarebbe già un accordo tra Soprintendenza e Rinascente per realizzare un museo al livello interrato. Salvi i reperti, la sfida resta aperta sul piano urbanistico: «Confido osserva l'avvocato dei ricorrenti, Federico Tedeschini che le numerose violazioni rilevate nel nostro ricorso convincano il Tar ad annullare i permessi. Inoltre, l'accordo di programma stipulato dai costruttori con il Comune non sembra idoneo a superare le previsioni del piano regolatore, essendo sostenuto dal solo interesse pubblico all'incremento dell'occupazione». Il primo verdetto dei giudici amministrativi, che si esprimeranno sulla richiesta di sospensiva avanzata dagli inquilini di via del Tritone, dovrebbe arrivare già nella prima metà di aprile.