Per il creatore di Eccellenze Campane «a Napoli e nel Meridione si respira storia» NAPOLI «Oscar Farinetti propone di trasformare il Sud in un'immensa Sharm El Sheikh per attrarre folle oceaniche di turisti? L'intento sarà anche apprezzabile ma il modello di riferimento, con tutto il rispetto, non mi sembra quello più adeguato». Paolo Scudieri, napoletano, cavaliere del lavoro, a capo di un gruppo industriale che focalizza il suo core business sulla prooduzione di componentistica auto, dallo scorso gennaio si è lanciato anche nell'agroalimentare. Proprio a inizio anno, infatti, ha inaugurato Eccellenze Campane, «l'unico centro in Italia dove si producono, si vendono e si consumano prodotti gastronomici di alta qualità». Secondo taluni Scudieri sarebbe proprio il competitor meridionale del patron di Eataly. Scusi, Scudieri, perché non ritiene adeguato il paragone tra il Mezzogiorno d'Italia e Sharm El Sheikh? «Perché in quella lingua di territorio strappata al deserto, che pure presenta un mare incantevole e affascinanti suggestioni, non ci sono certo tutte le bellezze naturali, artistiche e archeologiche che il nostro Sud racchiude. Qui c'è tanta parte della storia del mondo e non credo, ribadisco, che dobbiamo inseguire Sharm El Sheikh. Per dirla con franchezza, mi sembra un'impostaziona un po' colonialistica». Ma Farinetti propone anche di azzerare lungamente la tassazione per chi investe nel Mezzogiorno. «Per carità, agevolare chi punta sul Sud è giusto. Ma io ci andrei piano nell'immaginare un azzeramento delle tassazione. Si può e si deve trattarre su questo tema, non c'è dubbio, eppure la soluzione prospettata mi pare eccessivamente drastica. Di contro, invece, andrebbe cancelato del tutto il cancro della mala-burocrazia. Quella sì che è una diseconomia pericolosissima». E le mafie? «Il problema c'è ed è anche grave. Ma non lo scopriamo certo oggi. Peraltro magistratura, istituzioni e forze dell'ordine stanno combattendo con sempre maggiore efficacia la battaglia contro questa piaga. Un male che, per molti, però, rappresenta anche il più comodo degli alibi per non fare». Sarà almeno d'accordo sull'utilizzo di prodotti esclusivamente «made in Italy»? «Se non sbaglio il patron di Eataly, nei giorni scorsi, ha ricevuto il Tapiro d'oro di Striscia, che lo ha "premiato" per l'utilizzo di sacchetti made in Cina nei propri punti vendita, nonostante lo slogan della catena sia mangiare italiano, vivere italiano».