Turismo, il patron di Eataly invoca sgravi e leadership forti. «Basta con i vittimismi» NAPOLI «Think local, act global» è il motto preferito di Oscar Farinetti. Anzi del «mercante» Farinetti come ama definirsi. E per il Mezzogiorno il patron di Eataly ha un'idea molto globale: «Per me nel Sud c'è una sola roba da fare: un unico Sharm El Sheik, dove ci va tutto il mondo in vacanza». Lo ha detto nel corso della trasmissione Sky «Reputescion». Noi lo raggiungiamo a San Pietroburgo: «Il Sud Italia è in una condizione terrificante attacca . È stato fatto troppo welfare nelle istituzioni e c'è un clima generale difficile. Ma è anche uno dei posti più belli al mondo: senza il Sud non c'è l'Italia. Quando i miei conterranei settentrionali parlano di secessione, mi fanno arrabbiare». Ma lei a cosa pensa quando parla del Sud-Sharm El Sheik? «Che dobbiamo far venire tutti i turisti del mondo nelle regioni meridionali perché ci sono le coste più belle, i paesaggi più belli. Ma vede molti turisti stranieri in giro?». Non moltissimi, perché? «Perché non sappiamo venderci. Oltre ad un problema evidente di accoglienza turistica. Al Sud dovrebbero costruire i più bei villaggi del mondo. Io aprirei a tutte le multinazionali affinché vengano a farlo. Concederei loro agevolazioni fiscali bestiali, non farei pagar loro le tasse per 10 anni. A patto che assumano tutti italiani, che usino prodotti alimentari italiani, tavoli, sedie italiane. Nei prossimi anni le nazioni che ce la faranno punteranno su esportazioni e turismo. Ed è quest'ultimo il nostro petrolio. Pompei deve essere diversa da quel che è». Scusi ma come si fa a fare sistema? Il Sud è tanti Sud. «Si prendono le migliori persone che abbiamo e le utilizziamo per un grande piano Turismo. Si piò fare tutto se si vuole, serve serietà, tensione morale, competenza e grandi leader». Leader? «Certo, è quello che sta succedendo con questo Papa fantastico: da solo sta cambiando la Chiesa». E questo governo sarà capace di realizzare un piano Turismo per il Sud? «Matteo lo farà, ce l'ha dentro la cultura delle eccellenze italiane. Ma bisogna aiutarlo, sostenerlo e bisogna che si convincano gli amministratori meridionali». Risolverà anche il problema delle mafie? «Se si vuole si risolve tutto. Gli investitori devono stare tranquilli, devono trovare un tessuto sereno, altrimenti scappano». Verrà presa come una moderna colonizzazione, lo sa? «Bisogna eliminare questo clima del sospetto che c'è al Sud e diventare protagonisti. Basta col vittimismo. Serve un nuovo Sud rivitalizzato, lavoriamo per farcela».