NAPOLI Piano paesistico: prosegue il braccio di ferro in consiglio regionale tra la maggioranza, peraltro sempre più spaccata tra i cosentiniani ed i fedelissimi di Caldoro, ed il centrosinistra. Ieri l'assemblea è andata avanti, faticosamente, nell'esame dei molteplici emendamenti presentati all'articolo 6 da parte dell'opposizione. Pomo della discordia è l'articolo 15 del provvedimento che fu proposto ormai oltre due anni e mezzo fa da Marcello Taglialatela, all'epoca assessore all'Urbanistica della squadra di Caldoro, ora parlamentare. Scorpora, quell'articolo, ampie fasce della fascia pedemontana dalla tutela del piano urbanistico territoriale della penisola sorrentino amalfitana. Ammorbidisce, inoltre, il divieto di ogni attività edilizia nei Comuni della zona rossa, modificando la legge regionale numero 21 del 10 dicembre 2003,istitutiva del piano strategico del rischio Vesuvio. Il provvedimento, approvato nelle commissioni competenti del consiglio ormai due anni fa, ha suscitato, nel 2012, la mobilitazione di intellettuali ed ambientalisti. Firmarono l'appello contro il testo voluto da Taglialatela lo storico della letteratura Alberto Asor Rosa; gli urbanisti Vezio De Lucia, Sauro Turroni, Paolo Berdini, Pierluigi Cervellati; l'archeologo Salvatore Settis, per 11 anni direttore della Scuola Normale di Pisa ;lo storico Piero Bevilacqua; la fondatrice di Italia Nostra Desideria Pasolini dall'Onda. Inoltre, le principali associazioni ambientaliste. In Consiglio si è discusso inoltre del Grande Progetto Sarno, che prevede interventi di prevenzione del rischio idrogeologico ed è osteggiato da amministrazioni locali e comitati, che ritengono eccessivamente impattanti alcuni interventi previsti. Il progetto è stato illustrato all'aula dall'assessore Edoardo Cosenza.