Amedeo Bellini Professore emerito di Restauro architettonico Politecnico di Milano L'attenzione dei milanesi sul destino dei monumenti della città è stata tenuta viva dal dibattito sul progetto di un ascensore per il Duomo di Milano; proposta discutibile, ma affascinante, quella di aggiungere ad un edificio frutto dell'opera di molte generazioni anche il segno del nostro tempo. Al contrario non ci si occupa affatto della progettata, ed approvata, inutile distruzione di un'eccezionale opera d'arte: l'ambientamento della «Pietà Rondanini» di Michelangelo, la splendida conclusione della parte sopravvissuta dell'allestimento museale progettato dallo studio BBPR per il Castello Sforzesco, negli anni '50. Doppia distruzione: dello spazio raccolto che ospita la statua, della parte finale di un'architettura d'interni famosa e celebrata in tutto il mondo che, nonostante passate mutilazioni, mantiene coerenza e leggibilità. Una realizzazione il cui significato è ben superiore ai suoi pur alti valori formali: la ricostruzione del museo negli anni '50 fu tra le opere più sentite dalla rinnovata coscienza civile della città, il collocamento della Pietà assunse il carattere di un evento con alto significato simbolico, accentuato dal fatto che l'opera dei BBPR ebbe ampia e positiva risonanza . Caduto il progetto, demagogico, di traslocare Michelangelo a San Vittore ed altrove, con alti costi e pericoli non lievi, per poi farlo tornare in Castello nel cosiddetto «Ospedaletto», si sperava fosse caduta l'idea stessa della rimozione. Quel pellegrinaggio era invece soltanto il corollario di un'insana idea che porta distruzione laddove sarebbe necessaria una leggera opera di manutenzione e riordino. Contro lo spostamento si era pronunciato, novembre del 2012, un folto gruppo di docenti universitari, non solo milanesi, con un documento articolato rimasto senza risposta; un incontro all'Ordine degli architetti, organizzato per presentare l'iniziativa aveva dimostrato quanto fossero maggioritari i contrari, soprattutto fra i cultori di architettura; un circostanziato articolo apparso su di un diffuso giornale on line non ha avuto risposta, così come una lettera che l'autore aveva inviato all'attuale assessore. In un recentissimo un incontro organizzato da DoCoMoMo, ente di documentazione dell'architettura moderna, i progettisti della nuova esposizione museale hanno dichiarato che non avevano previsto lo spostamento della statua di Michelangelo, a cui sono stati sollecitati dalla committenza (ma ora ne sono convinti! potevano dire altro?), quella committenza che pur invitata non si è presentata. Non è stata l'unica sorpresa: un funzionario della Soprintendenza Regionale ha dichiarato di non potersi esprimere perché l'approvazione del progetto era stata presa senza dibattito, come si pensa sia stato anche per la Soprintendenza competente di Milano. Un problema rilevante dell'attuale sistemazione è quello dell'accessibilità per i disabili: sarebbe stato affascinante apprezzarne la soluzione, possibile, in continuità non distruttiva con l'opera dei BBPR! In compenso notizie di stampa non smentite informano che si spenderanno 70.000 euro per un rendering delle operazione di spostamento: una spesa abnorme, per un Comune che non trova cifre anche più piccole per la manutenzione dei monumenti cittadini.