Dalla capitale al capitale della cultura il passo non è breve, ma è, piuttosto, una riflessione su quello che è stato (bocciato) con l'esclusione di Bergamo dalla short list delle 6 città finaliste per il 2019 e su quello che la città metterà in campo culturale, nei prossimi anni. Ecco perché, il convegno organizzato dall'Ordine degli Architetti in un Teatro Donizetti discretamente affollato per un sabato mattina, si è rivelato un interessante crocevia di spunti e argomentazioni utili per avere delle risposte. Franco Bianchini (docente all'Università di Leeds in Inghilterra) e Angelo Romagnoli (attore e direttore artistico di fama europea), ingaggiati rispettivamente nei comitati di Matera e Siena, alla domanda «Perché Bergamo è rimasta al palo?» hanno contrapposto la loro visione progettuale e l'idea vincente delle loro città; condivisione e messa in circolo di energia per il capoluogo della Basilicata, e «valorizzazione del patrimonio, ma non quello monumentale, bensì quello antropologico» per la realtà senese che è partita dai disastri finanziari del caso Montepaschi, per rilanciarsi su altro piano. E a proposito di piani, i candidati sindaci per Palafrizzoni, al convegno, hanno esposto le linee guida dei loro programmi, rispondendo al quesito secco rivolto dai vertici dell'Ordine: «Diteci quale sarà il progetto più significativo». Il pragmatismo di Franco Tentorio, in corsa per il centrodestra, ha delineato quattro direttrici: il trasferimento della Gamec ai Magazzini Generali, l'utilizzo dell'attuale sede per mostre temporanee, la riapertura dell'Accademia Carrara e la realizzazione variante Montelungo-Colleoni. Per il leader del centrosinistra Giorgio Gori la carta da giocare è quella dello «svecchiamento della città, attraverso un più incisivo sviluppo dell'Università, il rilancio dell'offerta con Casa Suardi che potrebbe rivelarsi una "dependance" della Biblioteca Mai a corto di spazi con una revisione della convenzione del complesso del Carmine Sant'Agata, luogo più consono secondo Gori a ospitare il Conservatorio che un albergo». Per il grillino Marcello Zenoni, va incentivata la partecipazione e favorito l'utilizzo degli spazi da parte dei cittadini e delle associazioni che operano nei vari quartieri, soprattutto in quelli periferici. In un'ottica di interscambio generazionale tra questi luoghi potrebbe essere compreso il Gleno, o una nuova collocazione per il Museo di Scienze Naturali.