L'ira del sindaco Cariddi: «Intervenga Renzi» LECCE La Soprintendenza boccia il megaporto di Otranto e dal sindaco Luciano Cariddi parte una dichiarazione di guerra che, per piglio e contenuti, somiglia tanto a quella più volte pronunciata da Matteo Renzi. «Il nuovo porto esterno di Otranto è un investimento per il futuro di questa terra: vale 50 milioni di euro, un centinaio di posti di lavoro diretti e tanti altri nell'indotto, incremento del turismo con i flussi crocieristici e molto altro ancora. Ebbene, tutto questo non può essere lasciato in balia degli umori di un piccolo ufficio di una piccola Soprintendenza di periferia, come quella leccese o di un funzionario della Regione». Cariddi mostra gli artigli e un livore irrituale che, per una volta, contamina la sua tradizionale compostezza. Pronuncia frasi che sembrano tratte da un compendio delle citazioni renziane contro le Soprintendenze viste come organismi che estremizzano funzioni di tutela del bello fino a tramutarle in ostacoli allo sviluppo economico. Bordate che si aggiungono e si sovrappongono ad altre. Renzi le ha assestate prima nelle vesti di sindaco di Firenze, poi da segretario del Pd fresco di nomina, quando ebbe a dire: «La cultura è in mano a una struttura ottocentesca, non può basarsi sul sistema delle sovrintendenze». Un sostrato su cui Cariddi sta ora pianificando il suo contrattacco: «Martedì andrò a Roma a battere i pugni sui tavoli ministeriali, dove mi aspetto che le parole di Renzi si trasformino presto in azioni concrete contro un apparato burocratico vecchio e stantio che continua a creare problemi a chi amministra nei territori. Renzi, da sindaco di Firenze, spesso si è scontrato con le Soprintendenze; ora che è presidente del Consiglio da lui mi aspetto azioni consequenziali. Ciò che è avvenuto è roba da non credere a sette anni di distanza dall'avvio del procedimento per la costruzione del porto, dopo tanta fatica ed enormi costi sostenuti dall'impresa». Il Comune di Otranto ha affidato alla «Società italiana per Condotte d'Acqua Spa» il progetto che prevede la costruzione di un approdo turistico per 417 imbarcazioni da diporto e 80 di transito con lunghezza fino a 40 metri, oltre a un parcheggio interrato per 289 auto. Il soprintendente archeologico Luigi La Rocca scrive, però, che, per come articolato nella sua stesura definitiva, «prevedendo il dragaggio e l'ingombro di tutta l'area interessata dalle strutture antiche», quel progetto «va riconsiderato». Una conclusione che, in vista della Conferenza dei servizi fissata per il prossimo 1 aprile, nell'ambito del procedimento di Via, la Direzione regionale per i beni culturali ha fatto propria esprimendo parere negativo.