«Non dimenticheremo, non lasceremo perdere», ripete da anni Marianne Rosenberg, grande avvocato newyorchese e sorella di Anne Sinclair direttrice dell'Huffington Post francese (ed ex moglie di Dominique Strauss-Kahn). Le due donne sono impegnate in una lunga battaglia per riconquistare le opere d'arte del nonno, Paul Rosenberg, il più grande mercante d'arte del Novecento e vittima della più grande spoliazione, quella dei nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Negli ultimi giorni, Marianne Rosenberg e la sorella sono riuscite a rientrare in possesso di due inestimabili opere: il «Vestito blu su poltrona gialla» e «Donna seduta», entrambe di Matisse. Il primo quadro è stato reclamato dalla famiglia Rosenberg nel 2012, dopo averlo visto esposto in prestito al Centro Pompidou. Confiscato in Francia dai nazisti nel 1941, il «Vestito blu» aveva fatto parte della collezione del capo nazista Hermann Göring prima di arrivare alla galleria parigina Pétridès. Nel 1950 l'armatore norvegese Niels Onstad l'aveva comprato a Parigi senza sospettarne le origini e portato nel suo museo a Oslo. Il museo ha finalmente deciso di restituirlo. Il secondo quadro, «Donna seduta», sempre di Matisse, è stato ritrovato nel 2012 a Monaco di Baviera, assieme ad altre 1.405 opere d'arte trafugate dai nazisti, a casa dell'ottuagenario tedesco Cornelius Gurlitt: la notizia del ritrovamento si è avuta nel novembre scorso, e adesso Gurlitt si è detto disposto a riconsegnare il Matisse a Marianne Rosenberg (foto) e ad Anne Sinclair. Paul Rosenberg era amico personale di Picasso, Braque, Matisse. Tanto che per festeggiare la firma del contratto che li legava (Biarritz, 1918), Picasso regalò a Rosenberg il ritratto della nonna di Anne Sinclair che teneva in braccio la madre. Dopo la guerra Rosenberg compilò una lista di opere di sua proprietà finite in mano ai nazisti, e lottò fino alla morte, nel 1959, per ritrovarle. Marianne e Anne si battono, e vincono, in suo onore.