La Regione ha chiesto indietro un finanziamento di 600 mila euro. Nei guai un amministratore e due funzionari del Comune Un amministratore e due funzionari nei guai per i restauri mai finiti di tre palazzi storici di Terracina. «L'attivita' di controllo in materia di spesa pubblica del comando provinciale di Latina - si legge in una nota della Finanza - ha attenzionato il Palazzo della Bonifica, la Torre degli Azzi e il Castello Frangipane, bellezze uniche di valore inestimabile facenti parte del patrimonio immobiliare artistico e archeologico del Comune di Terracina da troppo tempo oggetto di interventi finalizzati alla conservazione e all'adeguamento». Il perdurare di questi tre interventi che avevano ottenuto il finanziamento da parte della Regione Lazio ha determinato l'avvio dell'inchiesta della magistratura contabile coordinata dalla dottoressa Rosa Francaviglia. Nel corso delle indagini della Finanza è stata acquisita una notevole quantità di documentazione. L'esame delle carte, eseguito da parte delle Fiamme Gialle di Terracina, su direttive del Comando provinciale, «ha permesso di risalire alle responsabilita' di due dirigenti ed un amministratore del Comune di Terracina la cui negligenza ha determinato la perenzione di un finanziamento regionale, di circa 600 mila euro utilizzato nel restauro dei citati immobili». I funzionari con il loro comportamento omissivo non avrebbero mai dato corso alla rendicontazione prevista dal testo unico sugli enti locali, malgrado i ripetuti solleciti da parte della Regione. Tanto che alla fine, l'ente regionale, ha disposto l'annullamento del finanziamento concesso e chiesto la restituzione delle somme gia' erogate. «Durante le indagini i finanzieri hanno avuto modo di accertare che a fronte della bellezza architettonica di questi monumenti faceva da contraltare l'incuria e la lentezza della gestione dei lavori di risanamento e restauro - si legge nella nota - tant'e' che tuttora, a distanza di decenni, alcuni specifici interventi quali l'allocazione di ascensori sono ancora privi di collaudo». Anche per il Castello Frangipane, oggetto di opere di consolidamento e restauro con finanziamenti erogati dalla Regione, vigeva come unica ed irrevocabile condizione la rendicontazione e documentazione delle spese sostenute: cio' non e' mai avvenuto. Le ipotesi investigative sono state poi avvalorate dalla perizia tecnica effettuata dalla magistratura contabile.