Resti archeologici tra cumuli di detriti in una discarica. È quello che è accaduto in un deposito al Poggio Imperiale di Firenze. Nella zona sono spesso ammassati pietre e materiali vari utilizzati per asfaltare le strade, ma ultimamente vi si trova di tutto: dai vestiti alla plastica. Certo trovare anche resti archeologici è un assurdo. Di che cosa si tratta? Parliamo dei resti archeologici del porto fluviale mediceo in Arno, scoperto un po' di tempo fa. La notizia è passata in sordina tra i fatti del momento. Ha denunciato l'accaduto il consigliere comunale di Futuro e Libertà Stefano Bertini, rivolgendosi agli uffici di Palazzo Vecchio. La zona di Poggio Imperiale è davvero una delle più prestigiose di Firenze e oltre ai resti archeologici, nell'immondizia, già da tempo, era stato segnalato dai residenti del luogo il degrado e le cattive condizioni igieniche ivi presenti. La notizia di resti archeologici presso discariche è oramai un'abitudine alquanto frequente, segno della degenerazione evidente che sta attraversando in questo momento storico il nostro paese. È di circa un mese fa, infatti, la scoperta da parte della Guardia di Finanza di Bosa Marina (OR) di un vero e proprio tesoro culturale tra i rifiuti, caratterizzato, tra i vari pezzi di vasellame ritrovati, da tre anfore da trasporto di età romana. Come concepire questa situazione e soprattutto dove sono i controlli adeguati? Difficile dirlo quando spesso sono i normali cittadini a denunciare certe storture quotidiane della nostra società. Esistono delle norme precise quando si procede all'avvio di scavi in ambito urbano e l'attenzione dovrebbe essere elevata in aree come Firenze o Roma a grande impatto archeologico con possibilità notevoli di ritrovamenti. Le denunce sono oramai continue e non solo riguardano resti archeologici abbandonati, ma anche intere aree archeologiche tramutate esse stesse in discarica per incuria, abbandono e mancato interesse territoriale. Solo la tutela può essere un mezzo decisivo per conservare i nostri beni culturali, una parola tanto usata dalle istituzioni in spot accattivanti e slogan a effetto sul made in Italy fatti da personaggi famosi, ma che poi nel concreto non si riesce ad adoperare per valorizzare o salvaguardare in modo adeguato. Ma prima di puntare il dito sulle istituzioni bisogna partire dalla coscienza di ognuno, dalle cattive abitudini radicate, dalla noncuranza che spesso si ha verso il nostro territorio, massacrato quotidianamente da un degrado continuo. Forse l'immagine di oggi dei resti archeologici tra cumuli di immondizia è proprio quella della nostra storia, in frantumi nel presente.