Accordo in vista per ospitare le sue mostre d'arte contemporanea nell'anno della rassegna delle Arti Visive La collezione Pinault non arriverà, Aillagon solo consulente Anche la Biennale nell'affare Palazzo Grassi per le mostre di arte contemporanea negli anni in cui cura la sua rassegna di Arti Visive. Prende corpo la strategia di Comune e Casinò d'intesa con l'industriale francese Francois Pinault per l'attività espositiva del futuro, se il nuovo sindaco dopo Paolo Costa ratificherà nell'Assemblea dei Soci l'accordo raggiunto. La Collezione Pinault però resterà in Francia. Si è infatti sbloccato lo stop urbanistico che aveva portato recentemente l'industriale francese a fermare il progetto per la realizzazione del suo museo personale nell'Isola della Senna, dove ospitare la sua grande collezione d'arte contemporanea e dove la Fondazione Pinault prevede di investire 150 milioni di euro nei prossimi anni. Salta anche visto anche lo slittamento dei tempi per la conclusione dell'accordo l'idea di ospitare a giugno a Palazzo Grassi una mostra di opere della collezione Pinault, una delle raccolte private più importanti del mondo per l'arte contemporanea, se ne parlerà, forse, per settembre. Sembra ormai certo, infine, che l'ex ministro della Cultura francese Jean-Jacques Aillagon da poco nominato anche al vertice della televisione pubblica francese Tv5 non sarà il nuovo direttore artistico di Palazzo Grassi, anche per mancanza di tempo, ma manterrà comunque un ruolo di consulente per la programmazione espositiva, concordata con il Comune, anche se Pinault che pagherà circa 29 milioni di euro per il 100 per cento della Palazzo Grassi spa, salvo cederne poi il 20 per cento al Casinò, avrà sostanzialmente il controllo dell'attività del nuovo centro espositivo, che non ospiterà solo mostre, ma anche congressi internazionali, serate di gala e manifestazioni di prestigio, in accordo con Ca' Farsetti e nell'ottica di tenerlo aperto tutto l'anno. L'accordo in preparazione con la Biennale con la quale ci sarebbero già stati i primi contatti prevederebbe che negli anni in cui la fondazione guidata da Davide Croff ospita la Mostra internazionale di Arti Visive, Palazzo Grassi ospiti un'esposizione sotto il diretto controllo della stessa istituzione culturale e in linea con il tema prescelto. Riprende corpo anche il progetto già concordato da Aillagon anche con il direttore dei Musei Civici Giandomenico Romanelli che prevede almeno una mostra l'anno dedicata al tema delle grandi civiltà e una, invece, più legata alla realtà storico-artistica veneziana. Non sembra invece che Pinault contrariamente a quanto circolato sia interessato a trasformare il Teatrino di Palazzo Grassi, che restaurebbe a sue spese, in una sorta di show-room per i suoi marchi di moda, da Gucci a Saint-Laurent. La promozione per essi sarebbe piuttosto legata alla sponsorizzazione delle mostre, secondo, in fondo, la stessa linea adottata da molti anni dalla Fiat, quando era proprietaria di Palazzo Grassi. La stessa società torinese, del resto verrebbe di buon occhio il passaggio di consegne, visto che il suo presidente Luca Cordero di Montezemolo è anche consigliere di amministrazione del gruppo Pinault Printemps Redoute, la casa-madre dell'industriale francese.