Mantova, riapre la biblioteca di Maria Teresa MANTOVA Quindici anni. Ci sono voluti quindici anni per arrivare alle cinque del pomeriggio di sabato 29 marzo, giorno della riapertura ufficiale della «Teresiana» con l'apertura al pubblico a partire da domenica: la biblioteca inaugurata in questo stesso giorno nell'anno 1780 per volontà di Maria Teresa d'Austria, allora imperante sul Lombardo Veneto. Alla veneranda signora restavano ancora pochi mesi da vivere, ma il progetto di dotare di una biblioteca pubblica una città periferica e lontana da quella Braidense a Milano, la capitale, era andato in porto come l'aveva fermamente voluta. Ambiente austero lunghi corridoi a volta, soffitti altissimi, scaloni solenni all'interno del Complesso Gesuitico comprendente anche un convento, un collegio, una scuola. Progetto dell'architetto veronese Paolo Pozzo. Contenuto in libri, soprattutto di teologia, scienza e filosofia, pari a quello delle più ricche e interessanti biblioteche del mondo. Due grandi sale, oltre alla blindata «Sancta Sanctorum», contenente tutti gli incunaboli provenienti dall'abbazia di San Benedetto in Polirone. Osserva il direttore Cesare Guerra : «Mai più, dopo di allora, è stato fatto un simile investimento per la cultura. Tenendo conto che Maria Teresa faceva i conti come una massaia, sapeva spendere bene i suoi soldi. Per attuare il progetto di riformare le istituzioni culturali ed educative del Lombardo Veneto, pur controllandole con ragioneresca attenzione, non ha mai lesinato le spese. Mettiamo pure che lo abbia fatto per riaffermare a Mantova il dominio asburgico, anche in campo culturale; ma l'immenso patrimonio che le ha donato merita tutta la nostra riconoscenza». Prima di lei, la cultura e le biblioteche erano state infatti patrimonio esclusivo della Corte dei Gonzaga e degli ordini monastici o religiosi. Vale a dire: solo per pochi e privilegiati. Quindici anni per restaurare e riaprire al pubblico una biblioteca preziosa come la «Teresiana» aggiungono l'ennesimo lamento alla disattenzione per la cultura delle Istituzioni di casa nostra . Agli inizi del 2012, i restauri, le ripuliture e gli ammodernamenti erano pronti. Guerra fremeva di impazienza; e insieme a lui, la città. Per Mantova, la «Teresiana» è sempre stata un luogo dell'anima: almeno una volta nella vita, ci sono passati tutti. Sulla riapertura, prevista per giugno, è piombato il terremoto di maggio; e sul muro sopra l'antica e altissima porta fra le due sale, all'improvviso si è aperta una crepa: pericolosa , dispettosa, rabbiosa come l'artigliata di una zampa del diavolo. Ma il sole se ne va e poi ritorna , e in queste tenere e smaglianti giornate di marzo la «Teresiana» riapre finalmente le sue braccia di carta mostrando la vertiginosa bellezza dei suoi tesori. Oltre ai libri, le scaffalature originali di noce, i lampadari di Murano, gli undici magnifici e preziosi «globi» eseguiti su sagome di cartongesso ricoperte di carta ritagliata a spicchi e incise come ci si immaginava allora la terra: quattro di Mattheus Gretner(1556-1638), quattro di Vincenzo Coronelli (1650-1718), due stampati nel 1668, uno di Joseph Juttner (1785-1858). Infine, la sala contenente 385 codici polironiani e mille manoscritti rarissimi, come l'esemplare miniato dei «Trionfi» di Francesco Petrarca , il primo trattato sul teatro, il fondo della Comunità ebraica mantovana, la biblioteca dei Pico. Nel giorno della riapertura, e in quello seguente, il pubblico vi potrà accedere gustandosi, inoltre, l'impagabile prelibatezza della mostra degli incunaboli polironiani. Miniature delicate, colori splendenti, sbalorditivi esempi di stile, fantasia e meraviglia mantenuti intatti da un sistema di conservazione simile a quello attuale, ma attraverso vie naturali: vetri doppiati, serramenti, pavimenti e muri costruiti in modo da mantenere temperatura e umidità adatti a conservare sia la carta che la pergamena. Questa è la «Teresiana». E questa è Mantova.
Mantova. Bentornata Teresiana. Un gioiello da sfogliare
La biblioteca di Maria Teresa a Mantova, chiamata Teresiana, è stata chiusa per 15 anni e ha riaperto il 29 marzo 2023. La biblioteca è stata costruita nel 1780 per volontà di Maria Teresa d'Austria e contiene una vasta collezione di libri, manoscritti e codici polironiani. La biblioteca è stata restaurata e ammodernata negli anni precedenti alla sua riapertura. La direttore della biblioteca, Cesare Guerra, ha espresso la sua soddisfazione per la riapertura e ha sottolineato l'importanza della biblioteca per la cultura e la comunità di Mantova. La biblioteca contiene anche una mostra degli incunaboli polironiani, che è stata preparata per la sua riapertura.
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