Al via la piantumazione dei due palazzi green di Boeri La gru li ha sollevati dolcemente, uno per volta, fino all'ultimo piano della «Torre E» e della «Torre D». Lì verranno piantati, a 120 e a 85 metri d'altezza. Attraverso un sistema brevettato che ancorerà le radici a una griglia resistente alle folate di vento. Il «Bosco verticale», la coppia di palazzi rivestiti di piante progettata dall'architetto Stefano Boeri, si sta tingendo di verde: ieri si è concluso il carico degli ultimi alberi. Settecento erano stati trasportati sul tetto nei giorni scorsi, ne mancavano 150. Gli arbusti e i rampicanti, invece, sono già al loro posto. Tra pochi mesi il rivestimento vegetale sboccerà e nella primavera del 2015, giusto in tempo per Expo, il «bosco verticale» si vedrà in fioritura. I numeri sono quelli di un vero bosco di due ettari, che invece di estendersi in orizzontale si sviluppa in altezza: 21 mila piante totali, di cui 850 alberi, quattromila arbusti, 15 mila rampicanti di 130 specie diverse. «È la prima volta che in edifici così alti si ha un ecosistema vegetale così ricco spiega Stefano Boeri, che ha avuto l'idea di realizzare il bosco verticale durante una visita a Dubai nel 2008 . La sfida era quella di sviluppare un grattacielo che non fosse rivestito in vetro o ceramica ma con la vegetazione. Un'operazione di sostenibilità ambientale che punta a mantenere la biodiversità nel sistema urbano. E che si sposa perfettamente con il tema di Expo, nutrire il pianeta». Ora la vera prova sarà l'ingresso degli inquilini nelle due torri, costruite e messe in vendita dal gruppo Hines Italia, lo stesso che gestisce la riqualificazione di tutta l'area di Porta Nuova. Per il momento è stato venduto oltre il 60 dei 141 appartamenti complessivi, che costano dai sette ai dodicimila euro al metro quadro. E i primi acquirenti entreranno nelle case il prossimo autunno. Come interagiranno con la vegetazione, gli uccelli, gli insetti? «Questa è la vera sfida, l'integrazione tra le persone e il bosco verticale», dice Boeri. Il verde, però, non sarà un onere concreto per gli inquilini: la manutenzione sarà centralizzata, chi abiterà nelle torri dovrà solo versare una cifra da aggiungere alle spese condominiali. Ma aldilà delle sfide future, il «Bosco verticale» è stato un esperimento anche in fase di progettazione. Gli ingegneri hanno lavorato con i botanici per strutturare edifici in grado di sopportare il peso della terra e dell'acqua e gli alberi sono stati scelti in base alla capacità di resistere all'umidità e alle folate d'aria, con tanto di test in una galleria del vento specializzata della Florida. Ogni lato delle torri ha le sue piante, a seconda dell'esposizione al sole: a sud ciliegi, limoni, ulivi, a nord e a ovest lecci, querce, prugni. Gli alberi in questi due anni sono stati fatti crescere in una nursery fuori Milano. Quando saranno «maturi» raggiungeranno altezze di quattro-sei metri.