«LA CULTURA è la ricchezza del nostro Paese ma è diventata un peso insostenibile perché le istituzioni pubbliche non la sostengono più. Ottenere fondi dai privati è quasi impossibile. Gli artisti così come i piccoli musei, le associazioni culturali, i teatri, gli sbandieratori, le orchestre e i cori hanno i progetti ma non i finanziamenti necessari per realizzarli ». Da questa premessa sono partiti Emanuela Negro-Ferrero e Lorenzo Pennacchioni, esperti di comunicazione digitale, che hanno fatto decollare da Torino il nuovo portale di crowdfunding «Innamorati della cultura» (con l'accento sulla «o» di innamorati) on line da ieri. «Una piattaforma che si differenzia dalle altre, generaliste sottolinea Pennacchioni perché è dedicata solo al sostegno di progetti culturali». È stata «incubata» al Politecnico sul modello dei crowdfunding che negli Stati Uniti rappresentano da un decennio forme alternative di sponsorizzazione di eventi. A tenere a battesimo «Innamòrati della cultura», assieme ai creatori, è stato ieri al Circolo dei Lettori il regista Davide Ferrario. Non pago di avere un film in uscita («La luna su Torino»), un documentario in fase di realizzazione e una battaglia in corso con i 100autori per il rilancio del sistema-cinema piemontese, Ferrario ha fatto da testimonial alla piattaforma con il lancio del suo nuovo progetto: la versione per il cinema di «Sexxx» del coreografo residente del Balletto di Torino, Matteo Levaggi. Un titolo già cult che l'autore di «Dopo mezzanotte» trasformerà in film, seguendo i corpi nudi sulla scena ma raccontando anche la vita dei danzatori, come in «Pina» di Wim Wenders. Qualcosa di diverso, spiega, dalla pura documentazione dello spettacolo. «È sul palcoscenico della Lavanderia a Vapore che ho visto, qualche tempo fa, "Sexxx" dice il regista Lo spettacolo mi è molto piaciuto. Perché è pieno di energia, molto generoso, anche audace ma mai provocatorio o osé. Ha a che fare con il movimento e il corpo, due elementi che mi hanno sempre interessato. Quando un regista rimane così colpito da qualcosa pensa subito: facciamone un film». In un altro paese europeo, fa notare l'autore, un progetto del genere sarebbe sovvenzionato dalla televisione pubblica. In Italia, evidentemente non è così. «La Rai non ha il minimo interesse per questo genere di produzioni denuncia Ferrario quindi per mettere insieme il budget necessario al film, circa 50mila euro, bisogna percorrere altre strade. La mia casa di produzione, Rossofuoco, partecipa. In attesa di finanziamenti pubblici e sponsor mi sono detto: tentiamo il crowdfunding. Che poi è la versione 2.0 della sottoscrizione popolare, come si diceva negli anni Settanta». Per il film l'obiettivo è raccogliere 15mila euro in sessanta giorni. Quasi mille già raggiunti solo nel primo. Su www.innamoratidellacultura. it.