Trenta crolli accertati in poco più di cinque anni, due furti di affreschi in meno di un anno e adesso anche le «passeggiate» notturne dei balordi. A guardare dall'esterno quello che succede tra le mura dell'antica Pompei, il sito archeologico meglio conosciuto e peggio conservato al mondo, viene il dubbio che qualcuno punti ad attentare all'immagine dell'Italia attraverso uno dei suoi simboli. L'ultima, in ordine di tempo, risale a ieri sera: intorno alle 21, quattro ore dopo la chiusura, due giovani incappucciati si sono introdotti nell'area scavalcando la recinzione in prossimità di porta Vesuvio e la hanno attraversata fino a raggiungere via delle Tombe, dove saltando di nuovo le inferriate di protezione hanno guadagnato la strada che porta alla stazione della Circumvesuviana di Villa dei Misteri, così da prendere il treno. Una intrusione puntualmente documentata dal sistema di videosorveglianza del sito. Immediatamente informati dell'accaduto i carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale che già indagano sulla sparizione dell'affresco di Artemide dalla domus di Nettuno. A un primo riscontro, i due balordi non avrebbero portato via niente dagli scavi né prodotto danni: si tratterebbe molto semplicemente di una «bravata», forse combinata alla volontà di infilarsi in una scorciatoia per prendere il treno in tempo. Episodio che comunque ribadisce ancora una volta l'estrema fragilità dei sito, a rischio continuo di intrusioni. Franceschini accelera sui privati Intanto il dossier Pompei, ieri mattina, ha segnato il ritorno a lavoro del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini a seguito di due settimane di convalescenza per problemi cardiaci. Il numero uno del Collegio Romano è ripartito dallo studio delle best practice di collaborazione pubblico-privato nella gestione dei beni culturali, così da individuare il modello che meglio risulti applicabile ai piedi del Vesuvio. E intanto ha tenuto una serie di incontri con lo staff della direzione per le Antichità. Sul tema poi si è pronunciata quest'oggi il sottosegretario al Mibact Ilaria Borletti Buitoni: «La situazione a Pompei è figlia di molti anni di politica sbagliata in cui si è abbandonato il concetto di manutenzione ordinaria per mancanza in un certo senso di visione complessiva. Oggi cerchiamo di recuperare tutto questo attraverso l'impegno delle persone coinvolte nel Grande progetto», ha aggiunto. «Il ministero sta di nuovo facendo la sua parte. Non facciamo in modo che nostro Paese venga denigrato ma cerchiamo di aiutare le istituzioni a lavorare per il meglio. Pompei è difficile, è in un contesto difficile ma penso che le persone che oggi sono state chiamate ad affrontare questa emergenza ha concluso il sottosegretario - lo sapranno fare con il massimo della loro competenza». Trattativa col sindacato sul miglioramento dei servizi Il nuovo soprintendente di Pompei Massimo Osanna ha nel frattempo ripreso il dialogo con i sindacati sul progetto per la produttività e una serie di iniziative per il decoro del personale (dal vestiario alle dotazioni dei dipendenti). Ieri un primo incontro con Antonio Pepe, espressione di Cisl Fp, e Maria Rosa Rosa di Uil Pa, cui ne farà seguito un altro nella giornata di giovedì. «Tocca lavorare spiega Pepe nel senso dell'efficientamento dell'organizzazione del personale, rompendo certi steccati. Ne va della salvaguardia del sito nonché della qualità dell'accoglienza. Sfide nelle quali conclude il sindacalista i lavoratori sono pronti a fare la propria parte».