Ci sono due giorni per godere di un bonus, un regalo di primavera del Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano. Saranno aperti al pubblico oltre 750 beni artistici, con visite straordinarie a offerta libera, perché il Fai è una fondazione che si sostiene con le donazioni, con la partecipazione dei volontari, anche dei ragazzi delle scuole, studenti di medie e licei che si sono preparati sulla storia dei luoghi, e accompagneranno i visitatori alla scoperta di tesori nascosti. Perché si tratta di palazzi, parchi, castelli, mausolei, normalmente chiusi? Perché non ci sono le risorse, e in qualche caso le condizioni di sicurezza, per tenerli sempre aperti, disponibili alla fruizione del pubblico. Quest'anno 120 siti sono stati scelti nel patrimonio legato alla figura dell'imperatore Augusto, di cui ricorre il bimillenario dalla morte. Ed è sorprendente scoprire come nel centro di Roma il Mausoleo di Augusto, o gli interni del Teatro di Marcello non siano normalmente aperti al pubblico. Per tanti luoghi che si offrono alla vista anche se per un breve spazio di due giorni ce ne sono altrettanti chiusi, senza prospettive di restauro e di riapertura. E intanto si vive di "eventi" culturali, si discute sulla possibilità di condividere coi privati la gestione dell'immenso patrimonio statale, si nega l'accesso ai beni che sono di proprietà di tutti noi, e una parte importante di questo mondo rischia di morire, se smette di vivere come luogo di ricerca, di cultura contemporanea, e continua ad essere considerato deposito di opere d'arte.
Due giorni di scoperte
Il Fondo per l'Ambiente Italiano (Fai) offre un bonus di due giorni per visitare oltre 750 beni artistici, tra palazzi, parchi, castelli e mausolei, che normalmente sono chiusi al pubblico. Quest'anno, 120 siti sono stati scelti per celebrare il bimillenario della morte di Augusto. Alcuni luoghi, come il Mausoleo di Augusto e il Teatro di Marcello, non sono normalmente aperti al pubblico, ma offrono visite straordinarie gratuite. Tuttavia, molti altri siti sono chiusi e non hanno prospettive di restauro e riapertura. Il Fai si sostiene con donazioni e partecipazione di volontari, e si propone di condividere la gestione del patrimonio statale con i privati.
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