RINATO dopo il restauro e il nuovo allestimento, lo Stadio di Domiziano sotto piazza Navona sarà inaugurato oggi dal sindaco Ignazio Marino, che lo visiterà insieme all'assessore comunale alla Cultura, Flavia Barca e al sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce. Quello dell'antico Stadio di Domiziano, costruito nell'86 d. C. ai limiti della parte edificata del Campo Marzio e destinato alle gare di atletica, è il primo caso a Roma di concessione in uso a privati di un sito archeologico. A sobbarcarsi i costi della riqualificazione e della valorizzazione è stata, infatti, la società Mkt121 del gruppo Markonet, che ha ottenuto in cambio dalla sovrintendenza, come prevedeva il bando del 2010, la gestione dell'area archeologica a quattro metri di profondità per nove anni. Un modello simile a quello che l'ex amministrazione Alemanno aveva pensato anche per il Teatro di Marcello e per l'area monumentale del Portico d'Ot- tavia, dove la concessione però sarebbe stata di 20 anni: un progetto poi bloccato dalla giunta Marino proprio per l'eccessiva durata dell'affidamento ai privati e per forti dubbi sui termini del ritorno economico che avrebbe avuto per le casse del Campidoglio. In questo caso, la Mkt121 - società di marketing, eventi e comunicazione - ha investito 1,6 milioni di euro per il recupero dello scavo, chiuso dopo il crollo di un blocco di intonaco nel 2010 e prima visitabile solo su preno- tazione, l'ammodernamento del lucernario, e la musealizzazione del sito, circa mille metri quadrati di grandi arcate su pilastri e blocchi di travertino, con pannelli espositivi, una mediateca, un bookshop e un percorso accessibile per i disabili. «L'area archeologica versava in stato di abbandono e degrado e si era riempita di rifiuti spiega l'ad della società, Matteo Tamburella . Ora è aperta tutti i giorni, con visite guidate in lingua su prenotazione e fra poco partiranno anche le mostre. Abbiamo voluto realizzare un "infopoint" che illustra non solo la storia dello Stadio, unico esempio in muratura finora conosciuto al di fuori della Grecia e del mondo orientale, e della Roma antica, ma anche quella delle pratiche sportive dall'antica Grecia alla Roma imperiale». Sono già diecimila i turisti e i romani che nei primi tre mesi dalla riapertura "in sordina" del 14 dicembre scorso hanno visitato questo "gioiellino" sopravvissuto all'evoluzione urbanistica della città nei secoli: l'attuale piazza Navona occupa, infatti, la platea dell'antico Stadio di Domiziano (di cui ha conservato la forma), che misurava 275 metri in lunghezza per 106 di larghezza, e arrivava a contenere circa 30mila spettatori. Mentre dove oggi sorgono i palazzi che circondano la piazza, un tempo c'erano le gradinate. È qui che si svolgeva il Certamen Capitolinum Iovi, la gara quinquennale istituita nell'86 d. C. a imitazione delle Olimpiadi greche. I giochi erano denominati agones e da qui deriva il nome della piazza, che da "agone" divenne "in agone", "innagone", "navone" e, quindi, "Navona". Per le visite: martedì, venerdì e domenica 10-19; sabato 10-20. Info tel: 06.4568610006.4568610; biglietto 5 euro; gratis per i bambini fino a 6 anni. (sara grattoggi)
ROMA - E sotto piazza Navona la gestione dei privati salva lo Stadio di Domiziano
Lo Stadio di Domiziano, costruito nel 86 d.C., è stato riaperto dopo il restauro e l'ammodernamento. La società Mkt121 ha investito 1,6 milioni di euro per il recupero dello scavo, l'ammodernamento del lucernario e la musealizzazione del sito. L'area archeologica è aperta tutti i giorni con visite guidate in lingua su prenotazione. I primi tre mesi dalla riapertura hanno visto la visita di diecimila turisti e romani. Il sito è stato utilizzato per le gare di atletica e per il Certamen Capitolinum Iovi, una gara quinquennale istituita a imitazione delle Olimpiadi greche.
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