Lo storico critica la gestione e mette in guardia dal compromesso con i privati Ferrazzi: «Lo spazio resterà pubblico». E Pettenò gli scrive: «Male informato» L'acquisto e il recupero di Forte Marghera da parte del Comune è stato certo «un percorso virtuoso» ma con «ostacoli e interrogativi» e soprattutto con il rischio che si stia «andando verso forme di compromesso fra pubblico e privato, ispirate da un italico cerchiobottismo di maniera». Lo scrive Salvatore Settis, storico dell'arte già direttore della Scuola Normale di Pisa, nella prefazione al libro "Forte Marghera. Cuore del Campo trincerato" ripresa e pubblicata domenica dall'inserto culturale del Sole 24 Ore. Un libro a cura del Gruppo di lavoro per il forte che verrà presentato ufficialmente lunedì prossimo alle 21 al circolo di Calle 2 Portoni e che già sta suscitando dibattito e polemiche in città, a partire proprio dalla prefazione di Settis che se la prende anche con la gestione della Marco Polo System accusata di essersi mossa «ignorando le associazioni locali». «Credo che Settis sia stato male informato» dice Piero Pettenò, a capo della Marco Polo System, che in questi giorni ha avuto uno scambio di e-mail con lo storico dell'arte «e che le sue riflessioni siano il frutto delle informazioni, false, che gli sono state fornite. La Marco Polo System non è perfetta, ma è innegabile che lo stato in cui si trova oggi il forte sia migliore a quello in cui era quando ci è stato dato in gestione». E a testimoniarlo, anticipa Pettenò, è il fatto che proprio oggi a Forte Marghera arriverà da Verona una delegazione di cittadini che si sta battendo per la salvaguardia pubblica dell'Arsenale asburgico che il sindaco Flavio Tosi vuole recuperare con un intervento di project financing. «Ci hanno chiesto di elaborare un progetto comune» dice Pettenò «da presentare in alternativa a quello del sindaco Tosi. È lo stesso gruppo di persone preso ad esempio dallo stesso Settis per la disponibilità a rimboccarsi le maniche, dal basso, per il recupero della città». E a garantire che Forte Marghera avrà una regia pubblica è anche l'assessore all'Urbanistica Andrea Ferrazzi, il quale però fa presente che, per recuperare gli edifici, i soldi da qualche parte bisogna tirarli fuori. E visto che il Comune non li ha, o quanto meno no n li ha tutti, bisognerà stabilire un giusto equilibrio con soggetti privati, in una cornice di programmazione pubblica, e soprattutto con l'obiettivo di valorizzare le associazioni che già vi lavorano, e che in questi anni hanno garantito la vitalità della struttura. Per il recupero del forte bisognerà aspettare i bandi d'intervento, ai quali stanno lavorando gli uffici dell'assessorato al Patrimonio. È un percorso che però non convince gli animatori del gruppo di lavoro sul forte, come spiegheranno lunedì nel corso della presentazione del libro. «In tutti questi anni si poteva fare molto di più, e trovare i soldi necessari per intervenire» sintetizza Francesco Brunello che contesta anche la gestione di Pettenò, la cui nomina è stata contestata con un ricorso al Tar che sarà discusso nel merito il prossimo 13 marzo.
Forte Marghera, sul futuro scoppia la "bomba" di Settis
Un libro intitolato "Forte Marghera. Cuore del Campo trincerato" è stato pubblicato e suscitato dibattito in città. La prefazione del libro è stata scritta dallo storico Salvatore Settis, che critica la gestione del forte da parte della Marco Polo System. Settis accusa la società di aver compromesso con i privati e di aver ignorato le associazioni locali. La Marco Polo System ha risposto che Settis è stato male informato e che la società ha fatto il meglio possibile con le risorse disponibili. Il presidente della Marco Polo System, Piero Pettenò, ha anche affermato che il forte è stato recuperato in modo migliore rispetto al passato e che ci sono persone che si battono per la salvaguardia pubblica dell'Arsenale asburgico.
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