Grazie a una sentenza del Tar i giganti delle crociere continueranno a passare indisturbati, fino a tutto il 2015, attraversando il Canale della Giudecca, il Bacino San Marco, sfiorando o quasi il Lido E così continueranno a passare davanti al Palazzo Ducale, alla Riva degli Schiavoni, e ovviamente transitando nel Canale della Giudecca. Il fatto che molti abitanti di quel canale abbiano difficoltà a vedere programmi televisivi, che le loro case traballino un poco al passaggio, che vi sono studi al riguardo le acque risultino inquinate poco interessa. Il provvedimento Clini-Passera vietante l'inchino alle grandi navi, curiosamente, non comprende Venezia; il dialogo fra il sindaco di Venezia e il governo ha aperto uno spiraglio, ma nulla più. E a fronte di questo spiraglio la Vtp (Venezia Terminal Passeggeri) è ricorsa al Tar, lamentando per giunta che questa lieve diminuzione di passaggi avrebbe portato danni all'economia del Porto. Notizia di questi giorni: il Tar ha accolto il ricorso e pertanto gli enormi condomini galleggianti continueranno a passare indisturbati, fino a tutto il 2015, attraversando il Canale della Giudecca, il Bacino San Marco, sfiorando o quasi il Lido, per continuare la corsa verso il mare Chiunque, anche da navi meno ingombranti, avesse fatto tale percorso, avrebbe potuto godere di una visione senza confronti al mondo; e infatti, dalle rive si possono vedere folle di croceristi affacciati ed entusiasti. Molto meno entusiasti i veneziani,o per lo meno quanti praticano Venezia,la amano e vorrebbero proteggerla. Qualche anno fa la soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici, in una indimenticabile intervista ancora circolante su you tube, dall'alto della sua competenza in materia cioè nulla sostenne con decisione la totale mancanza di pericolo nel passaggio delle grandi navi, che, secondo lei, venivano "trascinate" dai rimorchiatori e pertanto non portavano rischi. GianAntonio Stella che, imprudente (!!) citò tale intervista sulle pagine del Corriere della Sera si beccò una citazione in giudizio, con richiesta di 200.000 euro a titolo di risarcimento. Risarcimento di che? Non si sa. La società Vtp lamentò con forza l'eventuale danno finanziario, andando, naturalmente anche sul sociale: quanti posti di lavoro in meno? L'Autorità portuale prospettò e ancora sostiene il progetto dello scavo di un nuovo canale, il Contorta, lungo il quale far transitare i bestioni. Non ricordiamo come, parecchi anni fa, venne scavato il canale dei petroli, oggetto di furenti polemiche relative al fragile equilibrio della laguna? Allora, ancora un canale? Dobbiamo dire che il sindaco della nostra città, Giorgio Orsoni, sta dalla parte dei cittadini, ma che la sua forza non per sua colpa non è tale da confrontarsi con i grandi interessi. Sì, perché sempre di interessi e di profitto si parla, e sulla pelle non solo dei veneziani che già sarebbe ma di una città fragile e unica. Non si riesce a capire,o forse lo si capisce bene, come e perché non si voglia dare atto che Venezia non è paragonabile a nessuna altra città del mondo, che è un insieme di isole unite da ponti e del tutto circondata da acqua. Sembrerebbe una considerazione banale, tanto è lampante, ma sia a livello locale, sia a quello nazionale la città viene considerata come una normale città, con i problemi, i pregi e le difficoltà di una città di terraferma. Certo lo capiscono, lo sanno e lo scrivono persone e studiosi di spessore come Salvatore Settis,Tomaso Montanari e altri, ma chi sono questi, in fondo? Docenti universitari, teorici e null'altro. In definitiva e senza occuparci dei molti altri problemi quasi quasi sarebbe augurabile un "inchino", che non facesse, per carità danni irreparabili, ma che portasse all'attenzione di tutti, media in testa, i rischi che Venezia corre. E forse non sarebbe male che della città d'acqua si occupassero concretamente autorità straniere che disinteressatamente potrebbero intervenire.
Venezia non s'inchina alle grandi navi
Il Tar ha accolto il ricorso della Vtp (Venezia Terminal Passeggeri) e ha confermato che le grandi navi continueranno a passare indisturbati fino al 2015 attraverso il Canale della Giudecca e il Bacino San Marco. La sentenza non ha considerato le preoccupazioni dei veneziani e delle autorità locali riguardo al passaggio delle navi, che potrebbe causare danni all'economia del Porto e alla città stessa. La Vtp ha lamentato che la diminuzione dei passaggi potrebbe portare danni economici, ma il Tar ha rifiutato di prendere in considerazione le sue preoccupazioni. La sentenza ha anche rifiutato di vietare l'inchino alle navi, nonostante le preoccupazioni dei veneziani.
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