Miorandi rilancia: necessario un raccordo con la città TRENTO «Per noi è stato un fulmine a ciel sereno». Andrea Miorandi non prova nemmeno a nascondere la sorpresa: la nota firmata dall'assessore provinciale Tiziano Mellarini, «arrivata in Comune la scorsa settimana», che di fatto esclude gli assessori alla cultura di Trento e Rovereto dai consigli di amministrazione di Muse e Mart (Corriere del Trentino di ieri), non è stata presa bene ai piani alti di Palazzo Podestà. «Fino a pochi giorni fa osserva il sindaco della città della Quercia non ne sapevamo nulla. Tanto che a febbraio avevamo indicato alla Provincia il nome dell'assessore alla cultura Lucia Filippi per il board del Mart». Ma nel giro di pochi giorni il quadro è stato rivoluzionato. A cambiare le carte in tavola è stata la comunicazione, arrivata direttamente da Piazza Dante, sull'applicazione del decreto legislativo 39 del maggio del 2013 legato alle misure contro la corruzione, che coinvolge i Comuni con una popolazione superiore ai 15.000 abitanti (quindi anche le due città più grandi del Trentino): in questi territori, in sostanza, chi ha svolto incarichi istituzionali negli ultimi due anni (e, a maggior ragione, chi li sta svolgendo tuttora) non può essere nominato in consigli di amministrazione di enti come i musei. «Si tratta di una norma che non ha ancora un'interpretazione univoca» aveva messo in chiaro nei giorni scorsi il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, anche lui impegnato nella ricerca di un nome alternativo all'assessore alla cultura Andrea Robol per il cda del Muse. «Di fronte a questa disposizione osserva Miorandi non ci resta che fare le nostre valutazioni. Stiamo svolgendo delle ricognizioni». Con un punto fermo: «Non ho alcun vincolo legato alle candidature già presentate. Ho la possibilità di pescare anche fuori da quella lista». E nonostante l'incompatibilità fissata dalla norma statale, il sindaco di Rovereto ammette di non aver del tutto perso la speranza di vedere Lucia Filippi nel board del Mart. «Un ragionamento di apertura verso la modifica del regolamento deve essere fatto» avverte Miorandi, che ha già un'idea precisa in testa. «È una follia dice che non ci sia un raccordo con la città. Il Mart è un museo del mondo, ma un legame con la città dove è collocato è necessario. Per questo la giunta deve essere rappresentata all'interno del cda con l'assessore competente». Aggirando l'incompatibilità: «Si potrebbe prevedere la presenza di un membro aggiunto, anche senza poteri e senza diritto di voto. Questa è la richiesta che presenterò alla Provincia: per noi si tratta di una questione importante. Ho accennato la mia idea anche al sindaco di Trento, che valuterà il da farsi». E proprio Andreatta, dopo l'accelerazione delle ore scorse, ieri ha tirato un po' il fiato: la questione delle nomine dei consigli di amministrazione di Mart, Muse e Museo degli usi e costumi della gente trentina non sarà infatti affrontata dalla giunta provinciale nella riunione di oggi. «Ne parleremo la prossima settimana» assicura l'assessore Mellarini. «A questo punto osserva Andreatta posso valutare la situazione con un po' più di calma e decidere il nome da proporre nei prossimi giorni».
Trentino. Musei, assessore nel cda come membro aggiunto
L'assessore provinciale Tiziano Mellarini ha firmato una nota che esclude gli assessori alla cultura di Trento e Rovereto dai consigli di amministrazione di Muse e Mart. Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta non ne sapeva nulla e aveva indicato l'assessore alla cultura Lucia Filippi per il board del Mart. Miorandi rilancia sulla questione, affermando che non ci sono vincoli legati alle candidature già presentate e che ha un'idea precisa in testa per superare l'incompatibilità. Il sindaco di Rovereto, Andrea Robol, ammette di non aver del tutto perso la speranza di vedere Lucia Filippi nel board del Mart.
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