Caro direttore, Pompei antica si sbriciola, crolla, ladri notturni ne scalpellano preziosi affreschi, e poi abbandono, erbacce, lavori abborracciati, reperti portati via in forma di souvenir e via cantando. E se provassimo a chiuderla - per un anno almeno - e trasformarla in un enorme cantiere di ricostruzione conservativa di insulae, palestre, botteghe, ville, preziosi dipinti parietali? Le celebri grotte di Lascaux in Francia (la Cappella Sistina del Paleolitico) sono sbarrate dal 2008 e i turisti vengono dirottati verso «Lascaux II», dove trovano una filologica replica della grande sala dei tori e delle altre celebri pitture di animali di 17000 anni fa. Lo so che Pompei è un grande investimento economico per tour operator, alberghi e guide turistiche, ma se crediamo di salvarla per le generazioni future occorrerà, prima che sia troppo tardi, chiudersi in sala operatoria e darsi da fare per ridonare vita alla città agonizzante. In attesa di riaprire Pompei, si potrebbe allestire intanto una piccola «Pompei II» con riproduzioni (reali e virtuali) della Casa del Fauno o del Tempio di Apollo o della palestra dei gladiatori. «Lascaux II» è oggi una delle maggiori attrattive turistiche di Francia.