Residenti arrabbiati per la lentezza dei lavori che dovevano concludersi a dicembre 2013 e finiranno invece entro aprile. Addio a palme e grandi alberi, Naim: «Stanziati 1,2 milioni ma i soldi sono stati usati per cordoli e fognature» Villa Celimontana: entro aprile dovrebbero finire i lavori e lo storico giardino dovrebbe tornare alla sua antica bellezza. Tra non poche polemiche. Perché come scrive un lettore di Corriere.it, il cantiere è in forte ritardo: «Partito esattamente un anno fa, il progetto di restauro della vegetazione prevedeva il ripristino delle essenze storicamente presenti nell'area». Eppure quel cantiere, «che ha chiuso al pubblico i quattro quinti della villa» ha sforato i tempi: il giardino avrebbe dovuto essere riconsegnato il 31 dicembre; ma i lavori non sono finiti. «E gli operai si vedono poco: la loro presenza è rara e sporadica». Il punteruolo e il pericolo crolli Dunque i lavori proseguono «senza che siano ancora iniziati gli interventi nelle due aree laterali tuttora aperte al pubblico ma abbandonate in uno stato di degrado», denunciano i residenti della zona. Uno di loro ricorda che «negli ultimi anni sono state perdute tutte le palme della Villa, mai difese dall'attacco del punteruolo rosso, e almeno una quindicina di pini secolari, in alcuni casi abbattuti dai fulmini, in altri dall'uomo probabilmente per eccesso di prudenza, ed in altri casi ancora da malattie vegetative». Marco Caldani, direttore tecnico della ditta «Caldani nuove energie» che ha in appalto i lavori replica che «la piantumazione di alcuni pini è prevista, ma in quantità ridotte, perché nei parchi questi alberi costituiscono spesso un pericolo: anzi la maggior parte del nostro patrimonio storico dovrebbero essere abbattuto proprio per il pericolo della caduta dei rami». Il pavimento ecologico Quanto al cantiere, «chiuderà definitivamente i battenti entro la fine del prossimo mese», assicura Caldani. «Cosa manca? Deve essere ultimata la messa in posa delle pavimentazioni scelte da tutte e due le sovrintendenze (statale e comunale): un tipo di pavimentazione ecologica», la «biostrass», che va posata con temperature costanti. «Quindi inizieremo la posa entro aprile ed entro il prossimo mese tutto sarà sistemato». Per quel che concerne le piante, «alcune saranno leggermente diverse perché abbiamo dovuto aggiungere al progetto iniziale un sistema di raccolta delle acque pluviali», e poiché i fondi erano limitati. Battaglia per i pini marittimi Alcuni dei pini rimasti nel parco della villa Non si placano però le polemiche: secondo Nathalie Naim, consigliera della Lista Civica Marino dei I municipio, che ha seguito passo passo le vicende di Villa Celimontana, la battaglia per i pini marittimi non è finita. «È tanto tempo che chiedo che vengano ripiantate le grandi conifere dice Naim - secondo il progetto del ministero di "rigenerazione vegetazionale": il giardino è un giardino storico protetto dalla Carta Internazionale di Firenze. Questi giardini storici sono considerati dei musei viventi di cui ogni albero è parte essenziale. Per cui è ovvio che se un albero viene tagliato va ripiantata la stessa essenza». La promessa disattesa: 49 nuovi alberi Gran parte della villa, poi, «non è stata interessata da alcun tipo di sistemazione e manutenzione straordinaria nel corso degli ultimi decenni (dal 1960 in poi), mentre durante gli ultimi anni il parco - sottolinea Naim - ha perso molti alberi in quanto sono stati abbattuti molti esemplari di pino mai sostituiti e una cinquantina di grande palme che non verranno sostituite per via del "punteruolo rosso"». È lungo il cahier des doléances della consigliera: «Visto che c'erano finalmente i soldi, avevo informato i cittadini, suscitando la loro gioia, che il progetto approvato in conferenza di servizi nel 2011 che prevedeva la piantumazione di 16 pini e di 33 alberi di altre essenze». Tuttavia giorni fa, chiedendo notizie di queste piantumazioni, la consigliera ha appreso «sia dal servizio giardini sia dalla ditta vivaistica che esegue i lavori, che il progetto attuale non lo prevede salvo 4 alberelli di arancio». Niente sostituzioni «Per i lavori nel parco è stato stanziato un consistente fondo per Villa Celimontana: 1 milione e 244 mila euro». Eppure i fondi per gli alberi previsti dal progetto sarebbero stati «destinati ad opere non previste: un impianto fognario, la pavimentazione di alcuni viali principali e la demolizione di un cordolo della pista per le biciclette». E Naim si arrabbia: «Sono stata informata che è previsto l'abbattimento di ulteriori pini per motivi di sicurezza e che non risulta che saranno sostituiti». Dal Mibac 4 milioni di euro Lo stanziamento di 1,2 milioni per Celimontana era avvenuto nell'ambito del programma di «Restauro del sistema vegetazionale delle ville storiche romane», finanziato da Arcus , società del ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac), che prevede anche i lavori nel Parco di San Gregorio, in Villa Aldobrandini, nel Giardino di Sant'Andrea al Quirinale, in Villa Sciarra e in Villa di Carlo Alberto al Quirinale, per un totale di 4 milioni di euro. «Fermate le kermesse estive» La polemica non si ferma al restauto del verde: per Villa Celimontana, gli abitanti del Celio e i frequentatori del giardino temono che vengano rinnovate le concessioni per le manifestazioni estive che hanno sostituito il prestigioso «Festival del jazz». Rassegne che, attacca un lettore, «sono oscene discoteche all'aperto, spesso affittate anche per feste private, con emissioni sonore che nell'estate 2013 hanno tenuto perennemente svegli i preti del vicino convento: il tutto a fronte di un canone di concessione pari a 2 mila euro e a danni provocati per decine di migliaia di euro». In molti chiedono di fermare le kermesse estive, che provocano «la chiusura al pubblico di una delle piccole porzioni rimaste teoricamente agibili durante il cantiere».
ROMA-Parchi, cantieri e polemiche: Celimontana riapre con meno pini
I lavori di restauro della Villa Celimontana a Roma sono stati in ritardo e i residenti della zona sono arrabbiati. Il progetto prevedeva il ripristino delle essenze storicamente presenti nell'area, ma i lavori non sono finiti e gli operai sono rari. I residenti denunciano che le palme e i grandi alberi sono stati abbattuti o sono stati danneggiati. La ditta che esegue i lavori, Caldani Nuove Energie, afferma che la piantumazione di alcuni pini è prevista, ma in quantità ridotte. La polemica non si ferma al restauto del verde: i residenti temono che vengano rinnovate le concessioni per le manifestazioni estive che hanno sostituito il Festival del jazz.
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