La donazione di Bulgari: siamo orgogliosi di poterla adottare ROMA Un milione e mezzo di euro per far tornare all'originale splendore la scalinata di Trinità dei Monti in piazza di Spagna. Anche la maison Bulgari entra nel «club degli straordinari donatori», come il sindaco di Roma Ignazio Marino ha definito gli sponsor griffati dei beni artistici e archeologici della capitale. Insieme all'amministratore delegato del gruppo, il francese Jean Christophe Babin, il primo cittadino ha annunciato ieri in Campidoglio che lo storico marchio di haute joaillerie , ceduto nel 2011 al colosso del lusso Lvmh, finanzierà le opere di restauro, in occasione del suo centotrentesimo anniversario. Protagonista del «Bulgari day», l'ex première dame Carla Bruni Sarkozy che, per tagliare il nastro della boutique di via Condotti dopo il restauro di Peter Marino, ha indossato una scintillate catena di brillanti 60 carati, collezione «Serpenti» da sette milioni e trecentomila euro. Difficile immaginare un'altra gioielleria con uno sfondo architettonico così spettacolare. Non stupisce infatti che Bulgari abbia sfruttato questo tesoro in una campagna pubblicitaria degli anni 60 quando scelse di «incorniciarlo» con una collana tempestata di diamanti e purissimi rubini burmesi. Erano gli anni della Dolce Vita che hanno lasciato un segno anche nel salottino privato della boutique con «uscita segreta», sopravvissuto anche all'ultimo restyling ,dove Richard Barton e Liz Taylor hanno trascorso intere giornate per scegliere, tra mille dubbi e ripensamenti, l'anello o il diadema più prezioso. Sicuramente non si sarebbero fatti scappare il flacone di profumo da 200 mila euro, realizzato, per la ricorrenza, in oro e brillanti. Dopo un concentrico gioco di luci proiettate sulla scalinata, la festa è poi proseguita al Palazzo Nunez Torlonia con 450 ospiti. Per Bulgari si tratta del «primo passo» sul terreno del «mecenatismo alla moda» mentre già nel 1997 Biagiotti aveva donato alla Roma del sindaco Rutelli 550 milioni di lire per il recupero della Cordonata del Campidoglio (disegnata da Michelangelo) e dieci anni più tardi, sempre il marchio romano, si era fatto carico del restauro delle Fontane di piazza Farnese. A pensare in grande, anche il patron della Tod's Diego Della Valle che ha deciso di proteggere il futuro del Colosseo con una donazione di 25 milioni di euro mentre la maison Fendi, passata anch'essa sotto il dominio di Arnault (Lvmh), ha finanziato, con due milioni e mezzo di euro, il progetto Fendi for Fountains per il restauro della Fontana di Trevi e del Complesso delle Quattro Fontane sul colle del Quirinale. A Venezia, invece, Renzo Rosso della Diesel si è offerto di «risanare» il Ponte di Rialto con cinque milioni di euro. «Siamo orgogliosi di poter "adottare" questo straordinario monumento della città eterna ha detto l'ad di Bulgari Jean Christophe Babin così significativo nella storia della maison : il fondatore Sotirio Boulgaris, un "visionario", nei primi anni del secolo aveva già aperto tre negozi: due in via Condotti, ai piedi della scalinata e uno in cima, in via Sistina. Così percorreva in su e in giù quei 138 gradini più volte al giorno. «I lavori partiranno tra un anno e dovrebbero concludersi a metà del 2016 ha dichiarato il sindaco Marino che ha anche invitato Carla Bruni al Foro Romano e procederanno no a tratti per non chiudere completamente il passaggio». Dopo una serie di interventi parziali, nel 1974 e nel 1991, soprattutto sui gradini fratturati e per la rimozione delle scritte vandaliche sulle rampe, il primo grande restauro che ha interessato la scalinata nel suo insieme risale al 1995 quando rimase a lungo chiusa al transito pedonale. «A quasi 20 anni di distanza fanno sapere dal Campidoglio è necessario la completa revisione delle scalinate con il ripristino dei gradini sconnessi e il consolidamento delle parti interessate da lesioni statiche, oltre alla verifica della pavimentazione dei terrazzamenti, gravemente compromessa. A completamento dell'intervento verranno effettuati anche la revisione dell'impianto d'illuminazione e il restauro dei lampioni storici». L'ingresso del nome Bulgari nella sempre più affollata costellazione di un mecenatismo autenticamente fashion , non sarà solo una meteora. «Personalmente ha annunciato Paolo Bulgari, presidente del gruppo voglio continuare sulla strada degli interventi di filantropia per la città, anche attraverso associazioni come il Fai, a cui sono molto legato. Ho diverse idee e presto ne parlerò con il premier Renzi».