Il sindaco: «Nessun palazzo in quell'area» BARI «Parco Perotti non si tocca. Anzi sarà ancora più grande. Quell'area resta inedificabile». Il sindaco Michele Emiliano, all'indomani della decisione del Consiglio sull'adeguamento del piano regolatore a quello paesaggistico, con l'emendamento che prevede però l'edificabilità su coste (oltre i 100 metri dal mare) e sulle lame solo in presenza di un piano di rigenerazione urbana, interviene per fermare le polemiche da parte di chi considerava la decisione un passo indietro sulla questione decennale di Punta Perotti. «Fino a ieri nell'area di Punta Perotti si poteva costruire - spiega Emiliano - a condizione che ci fosse un nulla osta paesaggistico, in quanto il Comune non aveva mai vietato l'edificazione. Da ieri sera, l'area di Punta Perotti e Torre Carnosa, è inedificabile. L'amministrazione comunale, consapevole che quelle zone sono inserite in un contesto di degrado urbano, ha consentito la possibilità di presentare un piano di rigenerazione urbana». In sostanza, si potrà costruire, ma solo al di là del parco e nell'ambito di un progetto che deve avere il via libera di associazioni ambientaliste e cittadine, del Consiglio comunale e del comitato per la Via, la valutazione di impatto ambientale. «In questo modo - prosegue Emiliano - il nostro atto politico ha dato un indirizzo chiaro per il futuro. La delibera dice che l'area è inedificabile e se i proprietari vogliono utilizzare i loro terreni, possono farlo solo a determinate condizioni e nell'ambito del processo di rigenerazione, senza intaccare lo spazio dove oggi sorge il parco». Non si esclude però la possibilità da parte dei proprietari dei suoli di impugnare la delibera sull'indeficabilità. «E' vero - continua Emiliano - il rischio c'è, ma con l'emendamento si viene incontro alle diverse esigenze. Se avessimo imposto l'inedificabilità e basta, il Comune avrebbe ricevuto solo ricorsi. Abbiamo invece fatto un capolavoro». L'assessore all'Urbanistica Elio Sannicandro ha inoltre precisato l'iter più lungo che le aree sottoposte a vincolo dovranno subire prima di un via libera al piano di rigenerazione urbana. Domenico De Bartolomeo, presidente dell'Ance di Bari ha evidenziato quanto «il Comune in maniera non condivisa abbia anticipato l'adeguamento al piano paesaggistico regionale, rendendo inedificabili le aree». E aggiunge: «Per il resto è una decisione che non contestiamo perché permette di effettuare interventi partecipativi sulla città. Anche se, per quanto riguarda l'area di Punta Perotti non so se con queste restrizioni potrà mai cambiare nulla». In realtà gli ex costruttori hanno presentato già un progetto al Comune. «Non l'abbiamo ancora analizzato. Vedremo se risponde ai criteri», precisa Emiliano. Sulla questione interviene Antonio Decaro, candidato sindaco per il centrosinistra. «Se la perequazione urbanistica lo permette, in accordo con i cittadini, e presentando un progetto di rigenerazione urbana, i costruttori potranno sviluppare una parte delle volumetrie più dietro. Si potrà così chiedere in cambio ai costruttori, di realizzare la prima parte del parco costiero». «Il caso di Punta Perotti è un po' come il gioco dell'oca - commenta Mimmo Di Paola, candicato del centrodestra - 10 anni per tornare al punto di partenza». «La verità - aggiunge Luigi D'Ambrosio Lettieri (Forza Italia) - è che la vera rigenerazione per Bari avverrà soltanto quando l'allegra brigata senza vergogna smetterà finalmente di arrecare danno alla città».