Varate le misure urgenti del ministero NAPOLI - Arrivano misure straordinarie da parte del governo per prevenire altri furti a Pompei, dopo quello avvenuto nella domus di Nettuno. Parte dell'affresco che raffigura Artemide sarebbe stato portato via, secondo quanto ha riferito la Soprintendenza in un comunicato, con uno scalpello. Lo scempio sarebbe avvenuto l'11 marzo ma la notizia è stata data ufficialmente solo sei giorni dopo quando era ormai di dominio pubblico. Per fare luce sul furto nel sito archeologico e per la prevenzione di nuovi episodi si è svolto al Ministero dei Beni culturali un vertice convocato dal ministro Dario Franceschini. Alla riunione hanno partecipato anche il nuovo soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia, Massimo Osanna, oltre al direttore generale ed il vicedirettore del Grande Progetto, il generale Giovanni Nistri e Fabrizio Magani. Tutti i provvedimenti servono a garantire la sicurezza e a rafforzare il controllo nell'area degli Scavi. Per fare questo si fa ricorso anche ai vigilantes privati. Inoltre viene stabilita una sottoscrizione della convenzione con la società Ales (la spa del ministero che gestisce una parte di lavoratori) per «l'acquisizione di 30 nuove unità di personale per l'accoglienza e di supporto alla vigilanza». Si chiede quindi un «sollecito espletamento delle gare per la videosorveglianza all'interno dell'area archeologica e per la nuova recinzione e illuminazione». E poi «consulenza specializzata sulle misure di protezione interna da parte del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale». Infine «utilizzo delle competenze tecnico scientifiche dell'Istituto superiore per la Conservazione ed il Restauro per verificare lo stato delle aree danneggiate dal furto». Decisioni che hanno già dato vita a mugugni da parte dei sindacati vista l'esistenza di personale che poteva essere dirottato da altri siti archeologici poco frequentati. E non piace, sicuramente, il ricorso a società private di sicurezza. «Dal ministero un ulteriore annuncio di nuove misure straordinarie, ma intanto rimaniamo in attesa di quelle ordinarie», commentano dalla Cisl-Bac, che sottolinea come nemmeno per la Casa dei Vetti, «tra le più belle di Pompei», ci sia mai stata tanta attenzione, «benché sia chiusa da quasi 12 anni, per un restauro incompleto o peggio fatto male». L'ipotesi del sindacato, avanzata già l'altro giorno, è che la sparizione del piccolo frammento di affresco dalla Domus di Nettuno faccia pensare più «ad un danno d'immagine che a un furto, capitato tra l'altro in un periodo con tanti soggetti che vorrebbero mettere le mani su Pompei». Intanto, giusto per confermare quanto denunciato dai sindacati ieri che parlano di Pompei come un grande supermarket nel quale entrare e prendere ciò che si vuole, ieri è stato denunciato un nuovo furto nell'area archeologica. Sarebbero state portate via griglie in ferro cromato appartenenti alla passerella nord. Un furto, avvenuto tra il 14 e il 18 marzo, anche se stavolta non si tratta di affreschi, la situazione generale di abbandono è evidente.