In Consiglio passa il piano: addio all'inedificabilità. Emiliano presenta quattro emendamenti, tra cui quello che individua un compromesso urbanistico con la famiglia Matarrese e gli altri costruttori per evitare nuove battaglie giudiziarie UNA retromarcia inaspettata dopo anni di polemiche e di carte bollate e che di fatto apre le porte alle ruspe sull'attuale parco della legalità e al progetto ecosostenibile, con palazzi bassi e verde, presentato lo scorso anno dai costruttori Matarrese proprietari dei suoli. Su Punta Perotti a Bari si potrà tornare a costruire ma solo con precise prescrizioni e nell'ambito dei "programmi integrati di rigenerazione urbana", in sostanza nelle aree ad alta concentrazione di degrado e di abbandono. L'indicazione, che comprenderà anche le altre zone a ridosso di lame, coste, canali e strade panoramiche, è arrivata durante la maratona del consiglio comunale di Bari chiamato in seconda convocazione, dopo il flop di lunedì pomeriggio, a dare il via libera, con appena 18 voti favorevoli del centrosinistra, a una delle delibere più delicate dell'intera consigliatura: l'approvazione della variante urbanistica che adegua il piano regolatore al piano per il paesaggio. Ma l'ultimo colpo di coda lo ha dato lo stesso sindaco Michele Emiliano che, accogliendo i mugugni e i tormenti della sua maggioranza, ha presentato in aula quattro emendamenti, tra i quali quello del punto tre che di fatto individua un compromesso urbanistico con la famiglia Matarrese e gli altri costruttori per evitare nuove battaglie giudiziarie. L'emendamento numero quattro invece allenta, e di molto, il vincolo storico-paesaggistico sui quartieri più vecchi della città, come Libertà, Madonnella, Murat e Bari Vecchia prevedendo ad esempio che l'autorizzazione paesaggistica debba essere rilasciata solo per le demolizioni (mentre prima era necessaria anche per l'installazione di una semplice insegna commerciale). Sparite anche alcune strade panoramiche che di panoramico non hanno nulla, come via Trisorio Liuzzi a Carbonara, e ridotto da 120 a 30 metri la fascia di rispetto da canali e corsi d'acqua. Insomma, un compromesso urbanistico che evita, per il caso Punta Perotti nuove battaglie giudiziarie, ma che fa andare su tutte le furie il centrodestra pronto a presentare, all'apertura del consiglio, una pregiudiziale per far saltare la discussione della seduta. "Dovevano essere chiesti anche i pareri delle circoscrizioni" tuona il capogruppo della Lista Simeone, Peppino Loiacono. "È una delibera che sacrifica in maniera tombale la città ed è votata solo da pochi consiglieri" aggiunge il forzista Ninni Cea. "Sono solo vincoli, non variazioni di destinazione d'uso dei suoli, imposti dalla legge e dallo Stato. Abbiamo solo aggiornato la cartografia anticipando i termini" assicura l'assessore all'Urbanistica Elio Sannicandro. Ma i toni in aula da campagna elettorale non si placano. "I cittadini vi puniranno nelle urne" chiosano dai banchi dell'opposizione. Ma l'aula registra anche alcuni cambi in corsa. Federico Pirro, ex volto Rai ed esponente dell'Idv, ha infatti annunciato di passare col Pd, incassando subito la benedizione del segretario regionale Emiliano. Bagarre finale poi per i 5 nuovi Municipi