Era circa la mezza e stavo seguendo la ruspa che rimetteva a posto il terreno, quando la benna ha urtato qualcosa di bianco. Ho pensato fosse un marmo antico, uno di quei pezzi di riuso che qui al Ninfeo furono impiegati per i muri alzati durante il medioevo. E invece era un basamento e sotto la terra c'era ... lei!». Carmen Lalli dà del lei alla "sua" Niobe. La giovane archeologa, che lavora a contratto per la Soprintendenza, giovedì 7 aprile ha avuto la fortuna e la costanza di trovare la gigantesca scultura romana del II secolo dopo Cristo. Ma che ci fa un'archeologa medievista nella villa che fu di Commodo? «Mi hanno chiamato nel 2002 perché nel medioevo il Ninfeo fu usato come avamposto militare». Risale a quel periodo la decapitazione della statua? «No, è avvenuta prima, quando questa parte della villa è stata trasformata in zona commerciale alterando la forma dell'architettura. Abbiamo trovato monete di imperatori del IV secolo. Ed è a questo periodo che risalgono i butti statuari: le sculture sono state interrate perché non servivano più». La testa della Niobe è stata scalpellata? «No, i segni presenti nell'incavo del collo furono fatti dallo scultore per scavare la sede dove venne poi impiantata la testa tramite un perno in ferro. Ma è stata portata via, come le braccia del resto, da antichi "antiquari"». Perché la figura della figlia è così rovinata? «Direi perché era la parte più vicina al manto erboso: sul corpo ci sono segni lasciati, probabilmente, da strumenti agricoli». Questa statua è scampata alle ricerche degli appassionati d'antichità, come mai? «Villa dei Quintili è stata territoriodiconquista da parte dei Torlonia. Del resto, questo luogo era già dall'antichità noto col nome di "Statuario". Ma il Ninfeo è stato poco visitato, i predatori sono stati forse sviati dalle strutture medievali che hanno occultato quelle romane». Di che marmo è fatta la Niobe? E qual è la qualità di questa scultura? «Il tipo di marmo lo scopriremo durante il restauro. La qualità del panneggio è molto alta, la resa della pietra è rifinita. Siamo davanti all'opera di uno scultore molto dtato capace interpretare splendidamente il modello greco».