Il sindaco: il Contorta? Il ministero dica se si può scavare VENEZIA «I ministri competenti dovrebbero assumere decisioni per sistemare questa vicenda». Il sindaco Giorgio Orsoni va all'attacco sulle grandi navi, del resto era stato lo stesso Comune a ricorre al Tar contro l'ordinanza della Capitaneria di Porto considerata troppo soft. «Mi muoverò insistendo con il governo perché venga ripresa in mano la situazione e sia data attuazione al decreto Clini-Passera, l'atto infatti rimane, non è stato messo in discussione nel ricorso, il problema è solo quello di trovare rapidamente una alternativa che consenta di non penalizzare il traffico crocieristico ma nello stesso tempo di rispettare la città», dice Giorgio Orsoni. Di chi è la colpa sindaco se dopo il decreto Clini-Passera, tavoli ministeriali, interventi della politica, le navi possono continuare a passare davanti a San Marco? «C'è una responsabilità dello Stato, che dice di voler fare una cosa ma poi agisce diversamente. Il problema oggi non è amministrativo bensì politico e spetta alla politica risolverlo. Va detto con molta chiarezza: ci sono interessi di privati che stanno prevalendo sugli interessi della collettività. I cittadini vogliono la salvaguardia di Venezia, la situazione in cui ci troviamo è una sconfitta proprio per i cittadini». Si riferisce alla Venezia Terminal passeggeri? «Il ricorso è stato promosso dal concessionario del Porto che a sua volta possiede quote della società. Due sono dunque le alternative: o il Porto è d'accordo con Vtp o è prigioniero di quei privati di cui è socio di maggioranza, evidentemente è condizionato da una minoranza privata che vuole continuare a speculare». Vtp però dice che si sono fatti investimenti importanti alla Marittima e che si rischiano di perdere oltre posti di lavoro. «Si parla di investimenti fatti senza tenere conto delle esigenze di salvaguardia della città, queste sono cose che bisogna dire con molta franchezza». Molti vedono nella decisione del Tar una sconfitta di Venezia. «Io non parlerei di sconfitte, dico solo che vengono alla luce quali sono gli interessi che si oppongono alla città». Cosa cambia la decisione dei giudici del Tar? «Si sapeva che quell'ordinanza non reggeva, per questo, la pronuncia del Tar è indifferente, l'impegno del governo dovrà essere rispettato nei confronti dell'opinione pubblica mondiale. Serve chiarezza da parte di chi è competente». Bisogna trovare presto un'alternativa, forse il progetto più avanzato è quello del nuovo Canale Contorta-Sant'Angelo. «E' una cosa che non mi appassiona, io credo che debba essere con chiarezza detto da parte di chi è competente, cioè dall'Ambiente in particolare, se questi scavi si possono fare o non si possono fare. Con la legislazione vigente penso che non si possano fare, ma serve una risposta definitiva».