«A crollare non è un prezioso muro di pietre, ma la più preziosa reputazione dell'Italia, ancora una volta additata come incapace di evitare furti e devastazioni di elementi identitari del preziosissimo patrimonio archeologico italiano». L'amara verità è di Antonio Irlando, dell'Osservatorio patrimonio culturale. Parole purtroppo perfette per commentare il furto-sfregio del frammento di affresco di Artemide e Apollo nella domus di Nettuno: è sparita proprio lei, la Dea Artemide, grossolanamente strappata con un cacciavite o con un punteruolo, la stessa «tecnica» usata per depredare a pezzi gli affreschi di villa Raffo a Palermo. Passano le ore e si scopre il resto. Che già a gennaio era stato rubato il frammento di un altro affresco, poi restituito (per posta!) alla soprintendenza. E ancora che il tutto è avvenuto (in terra di Camorra è più di un segnale) a pochi giorni dalla gara per la videosorveglianza. Il direttore generale del Grande Progetto Pompei, il generale dei carabinieri Giovanni Nistri, ha già tristissimi indizi sul lavoro che dovrà svolgere. Un conto sono i giovani e incoscienti teppisti canadesi che a Roma si portano via un frammento di mattone del Colosseo. Altro conto sono bande presumibilmente organizzate che approfittano della scarsa (nulla) sorveglianza nei viali di Pompei, massacrano un affresco con uno scalpello, distruggono intenzionalmente la parte migliore di un affresco, se vogliono ne restituiscono un brano: dicono insomma che Pompei non potrà mai essere salvata se non venendo a patti. Tocca allo Stato assicurare una risposta chiara, inequivocabile, sicura. E immediata.
L'affresco rubato e Pompei senza controlli
Il frammento di affresco di Artemide e Apollo è stato rubato nella domus di Nettuno a Pompei. La tecnica di estrazione è stata la stessa utilizzata per depredare a pezzi gli affreschi di villa Raffo a Palermo. Il furto è avvenuto a pochi giorni dalla gara per la videosorveglianza. Il direttore generale del Grande Progetto Pompei ha già iniziato a lavorare sul caso. Il furto è stato attribuito a bande presumibilmente organizzate che approfittano della scarsa sorveglianza. L'authorità sta cercando di garantire una risposta chiara e sicura. Il furto è stato definito come un segnale di una maggiore inadeguatezza della sorveglianza.
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